Le parole più cliccate su Google del 2020

Un anno raccontato attraverso le ricerche degli italiani su internet: tutte le parole, le domande, i significati più cliccati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:25
tecnologia

Non potevano esserci dubbi, nelle parole più cercate dell’anno svettano in classifica: Coronavirus, amuchina, congiunti, contagi, nuovo Dpcm e tutti quei termini che in un modo o in un altro hanno a che fare con la pandemia che, purtroppo, ha contraddistinto questo 2020. 

Tutte (o quasi) le ricerche portano al Coronavirus

Persino la ricerca “come fare il pane in casa”, piuttosto cliccata, ci riporta a questo periodo di lockdown e restrizioni che ci hanno costretto a trascorrere più tempo in casa e anche, soprattutto all’inizio, a far fronte a beni di necessità con un po’ di creatività. Nelle prime settimane di chiusura infatti era diventato difficile anche trovare il pane, l’acqua, il latte o altri alimenti di cui alcuni avevano fatto gran scorta lasciando altri sforniti.

Le domande “fai da te”

Oltre al come fare il pane in casa, spiccano l’amuchina, la tinta per i capelli, il taglio di capelli per uomo. Tra i “Come fare” ci sono anche le mascherine antivirus, la pizza, il tampone e la domanda per il reddito d’emergenza. Nei “Cosa significa” ai primo posti ci sono le parole pandemia, Mes e Dpcm, ma anche Black Lives Matter, il movimento attivista nato all’interno della comunità afroamericana.

Non mancano i grandi addii 

Tra le parole più digitate negli ultimi 12 mesi anche il fuoriclasse Diego Armando Maradona, scomparso pochi giorni fa, e Gigi Proietti scomparso il 2 novembre scorso. Poi Kobe Bryant, Ennio Morricone, Ezio Bosso, Sean Connery e anche Jole Santelli. Tra i personaggi che hanno registrato il picco di traffico sul motore di ricerca ci sono Alex Zanardi, Silvia Romano, Donald Trump, Giuseppe Conte e anche Elon Musk. Fuori dal tema pandemia c’è poi la domanda “perchè vorare si al referendum”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.