La forma fisica incide sulle prime impressioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

La forma fisica incide sulla prima impressione che abbiamo di uno sconosciuto. Lo rileva una ricerca dell'Università del Texas, pubblicata su Psychological Science, in cui si dimostra come le nostre prime impressioni sulla personalità di una nuova conoscenza dipendano, almeno in parte, dalla sua corporatura. Una silhouette più pesante viene associata spesso a tratti caratteriali negativi, come l'essere pigri e incuranti, mentre possedere una forme più leggera viene associata ad impressioni positive, quali il sapersi prendere cura del proprio aspetto, l'essere sicuri di sé ed essere persone entusiaste.

Lo studio

Per effettuate la ricerca, gli studiosi dell'Università del Texas hanno creato 140 modelli corporei realistici, 70 donne e 70 uomini, e a 76 studenti universitari è stato chiesto di osservarli, da due diverse angolazioni. Dai risultati è emerso che nello specifico la forma cosiddetta 'a pera' classica del corpo femminile, che si allarga leggermente in corrispondenza dei fianchi, e quella maschile con la caratteristica delle spalle larghe è collegata a tratti “attivi”, come l'essere litigiosi, estroversi e irritabili, mentre una forma più 'rotondeggiante' (per le donne 'a mela') è messa in correlazione con caratteristiche che gli esperti definiscono 'passive', come l'essere affidabili, timidi e affettuosi.

“Per quella che è la nostra conoscenza, questo è il primo studio a considerare il ruolo degli aspetti più 'sfumati' della forma corporea – oltre l'altezza e il peso – nei giudizi sulla personalità delle persone”, evidenzia Alice O'Toole, coautrice della ricerca, su Ansa. La tendenza a dedurre i tratti della personalità dalla forma del corpo è presumibilmente universale, sostengono gli autori, che mettono altresì in guardia da giudizi troppo affrettati: le conclusioni che le persone fanno sugli sconosciuti, infatti, variano di molto in base alla cultura, etnia e persino all'età degli osservatori: “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”, recitava (saggiamente) un antico proverbio.

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