Franky Zapata, missione compiuta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:27

Ce l'ha fatta Franky Zapata, soldato francese, ex sportivo ed inventore, ad attraversare lo stretto della Manica in volo. Per l'occasione è stato anche coniato il suo nome della vittoria: “Red rocket”, razzo rosso, per via della sua uniforme che lo ha reso visibile dalla spiaggia di St. Margaret's Bay, nel sud della Gran Bretagna, dove è atterrato 22 minuti dopo essere partito dal lido di Sangatte, in Francia settentrionale. Niente lasciava presagire un traguardo di questo tipo: dieci giorni prima, infatti, sulla stessa spiaggia francesce, il team dell'ex-campione di moto d'acqua aveva pianto lacrime amare per la sua caduta. Nel suo primo tentativo, Zapata non era stato in grado di mantenere la stabilità della tavola da lui brevettata, la Flyboard air, a causa delle onde frangenti la piattaforma di rivolgimento collocata in mezzo al mare. Il problema si è ripresentato anche stavolta: “La barca si muoveva, ho tentato un primo approccio, fallito, ho riprovato e ci sono riuscito. A quel punto sapevo che il più era fatto” ha dichiarato l'uomo volante al quotidiano Il Corriere della Sera

Il volo

Secondo quanto riferito dal team di Zapata, che ha monitorato costantemente le rilevazioni, il velivolo Flyboard Air ha attraversato lo stretto della Manica a una velocità di 160-170 chilometri orari a una media di 15-20 metri sul livello del mare. Un'impresa che, sebbene sia avvenuta in mezz'ora, non è stata scevra di difficoltà: “Vedevo l'Inghilterra che si avvicinava e cercavo di trarne piacere per non pensare al dolore: avevo le gambe che mi bruciavano” ha confessato l'uomo al Corriere. Il record segna il primo passo di un progetto più ambizioso. Com'è noto, la Difesa della Repubblica Francese ha investito nel programma oltre un milione di euro allo scopo di implementare lo strumento per un utilizzo in operazioni speciali. Ma per Zapata ora è arrivato il momento di un upgrade: sarebbe, infatti, in fase d'avvio la sperimentazione con un prototipo di macchina volante, come rende noto il Corriere: “Manca la verniciatura e  dei ritocchi di carrozzeria, ma ha volato”.

Un sogno lungo una vita

Quarantenne originario di Marsiglia, Franky Zapata, che è un campione mondiale di moto d'acqua, nel 2012 ha inventato un jet capace di volare sull'acqua: in realtà si tratta di una tavola a turboreazione che consente a un uomo, posto in maniera verticale, di librarsi in volo e raggiungere una velocità massima di 140 km/h e un'altitudine di 150 metri. Il brevetto del dispositivo, chiamato Flyboard ha fatturato oltre 200 milioni di dollari. “È un sogno che ho sin da bambino” ha dichiarato Zapata al portale PopEconomy poco prima di librarsi in volo. “Oggi proverò a infrangere il record per il volo più veloce in hoverboard” aveva aggiunto, prospettando di dover volare attraversando oltre 280 metri

Come funziona il Flyboard Air

Brevettato dallo stesso Zapata, che anni prima realizzò un prototipo dal funzionamento simile a quello delle moto d'acqua, il Flyboard Air di Zapata funzione per mezzo di cinque motori a reazione, simili alla turbine jet installate sui moderni aeroplani, anche se di dimensioni ridotte. Analogamente ai velivoli, l'apparecchio si alimenta con cherosene, che viene inserito in una sacca-zaino alle spalle del guidatore. Contrariamente ai jet, le turbine del dispositivo sono orientate verticalmente per dare spinta verso l'alto. I motori sono completamente autonomi: in caso di emergenza, come l'avaria di una o due turbine, gli altri motori sono infatti programmati per consentire un atterraggio d'emergenza. La stabilizzazione dell'apparecchio avviene attraverso un giroscopio installato all'interno ed è impressa dagli stessi movimenti del corpo.La velocità viene, invece, regolata da un joysytick radiocomandato. Il Flyboard è monitorato direttamente dal guidatore, grazie a un display inserito nella visiera del casco, ma anche a distanza, per mezzo di un collegamento wireless. 

Il sogno dell'umanità, dal mito al pop

La possibilità di volare è un orizzonte che ha sempre attratto l'uomo, come attestato dagli schizzi del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. Andando a ritroso, a tutti è certamente noto il mito di Dedalo e Icaro, con il giovane greco che, approssimandosi troppo al sole, alla fine cadde dal cielo. Attraverso i secoli, dunque, il volo s'è imposto nell'immaginario letterario e artistico. Tra gli esempi più recenti v'è sicuramente Iron Man, ma un modello simile al Flyboard Air, se non altro nella resa stilistica, si trova in un numero datato 1964 del fumetto Spider-Man del 1964, ed era il mezzo utilizzato dal cattivo Green Goblin. Un anno dopo, sarà la volta dell'attore Sean Connery che, nelle vesti di James Bond utilizzerà un apparecchio simile nel capitolo 007 Thunderball – Operazione tuono. Intrecciando fiction e realtà, quattro anni prima (1961) fu mostrato al presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy il prototipo di un jet pack, una cintura legata a due serbatoi che, attraverso la reazione del persossido di idrogeno, consentiva all'uomo di librarsi in aria per una manciata di secondi. L'apparecchio fu mostrato al grande pubblico soltanto diversi anni dopo: la più celebre apparizione di un jet pack risale, infatti, alle Olimpiadi di Los Angeles (28 luglio 1984). Il veicolo riscosse molto successo al punto da essere utilizzato dal cantante Michael Jackson al termine dei suoi concerti. Gli eventi mediatici hanno sempre rappresentato una vetrina per mostrare i prodigi della tecnologia. Lo stesso Zapata ha riscosso grande ammirazione a borso del suo Flyboard più di un mese, prendendo parte alle celebrazioni del 14 Luglio a Parigi.
Eppure, contrariamente a quello che si pensi, il soldato-inventore non ha la testa sulle nuvole: i suoi progetti potrebbero rappresentare una tappa importante nel settore delle tecnologie in ambiti di emergenza e pronto intervento.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.