GIOVEDÌ 25 GENNAIO 2018, 11:00, IN TERRIS


IL RITROVAMENTO

Ex agenti Cia trovano il "narcosottomarino" di Escobar

Lo scafo abbandonato sui fondali colombiani: era usato per il contrabbando

REDAZIONE
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Il relitto sommerso
Il relitto sommerso
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ingolare scoperta quella di due ex agenti della Cia, Doug Laux e Ben Smith: dopo aver ricevuto la segnalzione di un uomo residente in un villaggio sulle cose colombiane, i due si sono recati sul posto sentendo parlare di un certo sottomarino appartenuto nientemeno che a Pablo Escobar, leader del cartello di Medellin e considerato uno degli esponenti di spicco del narcotraffico del Sudamerica. Uno scafo che, a quanto pare, il supercriminale usava per contrabbandare stupefacenti (soprattutto cocaina) con gli Stati Uniti. Ed ecco che, a non molti metri di profondità nelle acque della Colombia, Laux e Smith si sono trovati di fronte al relitto, testimoniando con un video registrato da Discovery UK la loro "scoperta".

All'entusiasmo del ritrovamento, però, si è affiancata la "delusione" per non aver trovato traccia, nella carcassa dell'imbarcazione, del favoloso tesoro che avrebbe dovuto contenere: una fortuna che, secondo le stime, avrebbe avuto un valore complessivo di ben 50 miliardi di dollari. "Non ci sono soldi, gioielli o droga", si sente dire uno degli agenti in barca, mentre uno dei due sommozzatori impiegati esplora inutilmente il sottomarino il quale, in realtà, era stato già "adocchiato" dall'Intelligence americana proprio in virtù di quello che sarebbe dovuto essere il suo contenuto. 

Nonostante la delusione, nel video gli agenti hanno tentato di fornire possibili spiegazioni alla carcassa vuota: probabilmente, durante gli anni, i vari cambiamenti nel rilievo oceanico potrebbero aver provocato lo spostamento degli oggetti e di altre parti della livrea e dello scafo. L'azione delle correnti, dunque, avrebbe fatto il resto disseminando il "leggendario" contenuto del sottomarino chissà per quante miglia sul fondale oceanico. Non era inusuale che Pablo Escobar, leader del cartello di Medellín (ucciso il 2 dicembre 1993), usasse navi sottomarine per sfuggire ai controlli e trasportare enormi spedizioni di cocaina a Miami, utilizzando la rotta in direzione di Porto Rico.

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