Perchè nasce a Varsavia un centro studi contro la cristianofobia

Iò centro si occuperà di ricerche interdisciplinari sulla libertà religiosa e sulla cristianofobia e nasce per difendere la libertà religiosa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:38

La cristianofobia colpisce tutti i Paesi del Mondo: siamo abituati a pensare all’Africa o al Medio Oriente come luoghi dove i cristiani vengono perseguitati e invece la libertà religiosa è in pericolo in ogni luogo, Europa compresa.

Da qui l’importanza di accendere un faro su questa emergenza che non sempre riceve la giusta attenzione ed è per questo che nasce presso l’Università Cardinal Wyszynski a Varsavia un nuovo Centro di Studi sulla Libertà Religiosa. 

“La persecuzione religiosa è un grosso problema. C’è un potente attacco alla religione nel mondo, ma anche in Europa e in Polonia. La libertà religiosa, non solo cristiana, è la libertà fondamentale dell’uomo e non possiamo accontentarci del fatto che in Polonia abbiamo ancora questa libertà, perché anche da noi è iniziata la discriminazione delle persone che si riconoscono cristiane ”- ha detto il ministro dell’Istruzione e della Scienza Przemyslaw Czarnek durante il briefing di presentazione, parlando di cristianofobia come un dato di fatto da contrastare per difendere, appunto, la libertà religiosa.

“Osservando quanto sta accadendo nel mondo da alcuni anni, l’Università ha deciso di intraprendere questo cammino educativo per le persone perseguitate per la loro fede che provengono dall’Africa, dove c’è una forte persecuzione dei credenti. Torneranno nei loro paesi e saranno leader non solo nella Chiesa, ma anche nella società ”- ha dichiarato il Rev. Prof. Ryszard Czekalski, Rettore dell’Università Cardinale Stephan Wyszyński di Varsavia.

“Perché il tema della libertà religiosa è così importante?” – si è domandato il Rev. Prof. Waldemar Cisło, Direttore del nuovo Centro di Studi sulla Persecuzione Religiosa. “I rapporti sulla persecuzione religiosa ci dicono che lo scorso anno 170.000 cristiani sono stati uccisi per il loro credo religioso, cioè una persona ogni 3 secondi e che i cristiani sono i più attaccati, non solo in Africa, ma anche in Europa. Questa situazione ci dice che dobbiamo agire. In questo momento in Iraq i cristiani copti sono stati decapitati e il loro sangue ha colorato l’acqua del mare. Non vogliamo che questo accada in Europa. L’incontro di Papa Francesco in Egitto con le autorità islamiche ci dà speranza” – ha risposto il Direttore.

Il Centro condurrà ricerche interdisciplinari sulla libertà religiosa e sulla cristianofobia, attraverso la diffusione delle notizie sulle attività delle organizzazioni statali, internazionali, sociali, di beneficenza e ecclesiastiche nel campo degli aiuti umanitari; il sostegno nella difesa e il rispetto dei diritti umani; l’organizzazione di corsi, conferenze, simposi, conferenze e seminari, soprattutto di natura interdisciplinare; lo studio e la promozione della tradizione polacca della tolleranza religiosa come esperienza storica unica su scala internazionale.

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