Covid-19, Amsterdam: spinello o Coronavirus?

In fila per fare rifornimento di cannabis fuori dai coffee shop chiusi dal governo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:34

Una domanda shakespeariana investe con forza i cittadini e i turisti di Amsterdam, in Olanda. Spinello o Coronavirus? Essere o non essere? Amleto nel rispondere aveva ancora qualche dubbio, mentre alcuni temerari hanno preso la decisione senza indugio, invadendo le strade della capitale.

Il fatto

Il fatto (è proprio il caso di dirlo) è davvero sconcertante. Mentre in tutta Europa imperversa il Covid-19 e i governi, con minor o maggior slancio, sono costretti a prendere delle misure restrittive della libertà di circolazione dei cittadini, molti uomini e donne, ma soprattutto ragazzi, non hanno voluto accettare la decisione dell’Aja di chiudere i famigerati coffee shop da ieri alle 18 fino al 6 aprile prossimo.

I disagi

La gente si è precipitata in strada perché la decisione del governo è stata improvvisa. Alcune caffetterie sono dovute restare aperte oltre l’orario, altre sono state rigorose. Hanno lasciato decide di persone fuori. Un uomo è stato arrestato perché ha cominciato a tossire provocatoriamente per disperdere gli altri in coda davanti un coffee shop a Den Bosch. Nel quadro delle misure annunciate per arginare il contagio da coronavirus, il governo olandese – secondo quanto si legge in una nota ufficiale – ha deciso che almeno fino al primo lunedì di aprile non riapriranno neanche le scuole di ogni ordine e grado e gli asili nido. Stessa sorte toccherà anche ai bar e ristoranti, così come le palestre, le saune e i sexy shop.

Il problema sociale

Quanto accaduto ad Amsterdam è solo lo specchio di quello che si sta consumando in molti altri Paesi di Europa come nelle regioni Italiane. Nei giorni scorsi il famoso “Parco della droga” di Milano è stato teatro del solito giro di mano. Mentre ieri veniva arrestato un uomo intento a spacciare protetto dalla mascherina sanitaria a Napoli. Questa è la fotografia di una dipendenza che, con l’emergenza Coronavirus, emerge ancor più torbida e dimostra tutte le sue difficili conseguenze. Quanti ragazzi fanno uso di cannabis o Ashish? In Italia, la percentuale di ragazzi giovanissimi che fanno uso di sostanze è il 33%. Molti di questi ragazzi cominciano a divenirne dipendenti, mentre altri sono già dei veri e propri tossico dipendenti a causa dell’uso di droghe più pesanti come l’eroina. Giovani che inondano furtivamente le strade, che cercano di acquistare quel bene “essenziale e necessario” che li fa sentire in vita quando, invece, li allontana e li aliena dalla realtà. Dall’altra parte, la criminalità organizzata che si giova di questo mondo turpe e sporco, promuove i prodotti a prezzi sempre più vantaggiosi e nocumento della “qualità“. Il problema è culturale, non si risolve con la legalizzazione (come dimostra Amsterdam) che anzi lo aggrava, e riguarda molti, troppi giovani. Questi utilizzano le droghe per sviare da dinamiche familiari complicate, per sentirsi più forti, per distogliere l’attenzione dalla voracità di una società che ormai scambia l’identità della persona con l’azione: basta un errore, uno sbaglio, magari immortalato nell’eternità del web, per cadere in un baratro profondo e buio.

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