Archeologia: la Norvegia restituisce all’Italia rari reperti intercettati alla frontiera

Si tratta di rare monete di epoche diverse, trasportate illecitamente dall'Italia: si indaga sulla provenienza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:07
Immagini di repertorio

Il Governo norvegese ha restituito all’Italia alcuni reperti archeologici illecitamente esportati in Norvegia dal nostro Paese. A consegnare i reperti all’Ambasciatore italiano Alberto Colella, nel corso di una cerimonia al Museo di storia di Oslo che si è svolta qualche giorno fa, il Ministro della cultura.

Si tratta di reperti inviati da privati ed intercettati dalle autorità doganali norvegesi. Tra questi un sesterzio di epoca romana (primo secolo d.C.), inviato da Marcianise (Caserta), due monete di epoca medievale tra cui una rara ‘kharubba’ emessa in Sicilia da Ruggero I (1072-1101), un ‘quattrino’ emesso a Ferrara da Leonello d’Este (1441-1450), e un ‘francescone’ del 1806 coniato sotto il regno di Carlo Ludovico di Borbone. Le ultime tre monete provengono da Benevento.

Non è chiaro se le monete appartengano a collezioni private o museali ovvero siano state illegalmente reperite nel corso di scavi archeologici clandestini. I reperti saranno inviati al Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale che ha collaborato con le autorità norvegesi per l’identificazione degli stessi reperti.

La loro restituzione all’Italia è avvenuta ai sensi della convenzione UNESCO del 1970 sulla prevenzione dell’importazione, l’esportazione e il trasporto illeciti dei beni culturali.

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