MARTEDÌ 26 LUGLIO 2016, 003:00, IN TERRIS

VAN GOGH: SVELATO IL MISTERO DELL'ORECCHIO TAGLIATO

Dopo 130 anni, è stato risolto il mistero sulla donna a cui Vincent regalò il suo orecchio

DANIELE VICE
VAN GOGH: SVELATO IL MISTERO DELL'ORECCHIO TAGLIATO
VAN GOGH: SVELATO IL MISTERO DELL'ORECCHIO TAGLIATO
Dopo 130 anni dall’amputazione più famosa della storia dell’arte, è stato risolto il mistero sulla donna a cui Vincent Van Gogh diede il suo orecchio tagliato nella notte del 23 dicembre 1888 in un bordello di Parigi. La rivista The Art Newspaper ha scoperto che la ragazza si chiamava Gabrielle Berlatier ed era la figlia di un contadino. Ai primi di luglio era uscito il saggio "Van Gogh's Ear: The True Story" di Bernadette Murphy, che racconta che la ragazza a cui Van Gogh diede l'orecchio lavorava come una cameriera in un bordello (era troppo giovane per prostituirsi) ed era stata curata per la rabbia all'Istituto Pasteur, ma non ne rivelava il nome perché l'autrice aveva promesso ai discendenti della donna di non rivelarne il nome completo. The Art Newspaper ha invece deciso di divulgare il nome della protagonista ed è riuscito a risalire a Gabrielle consultando proprio i registri del Pasteur di Parigi, menzionati dalla Murphy.

Sulle motivazioni del gesto, illuminante lo studio di Martin Bailey che nel 2009 ha scritto un libro sul celebre artista e ha curato due mostre a lui dedicate. Secondo lo studioso britannico, Van Gogh si sarebbe tagliato l’orecchio perché distrutto psicologicamente dalla notizia che il fratello Theo, da cui dipendeva finanziariamente, stava per sposarsi. La teoria sarebbe stata elaborata dall’esperto dopo una meticolosa indagine su una lettera che il genio olandese avrebbe volutamente inserito nel dipinto “Still Life: Drawing Board with Onions” - completato all’inizio del 1889, poco dopo essersi ferito - e che sarebbe stata scritta proprio da Theo per dare al fratello la notizia del fidanzamento con Johanna Bonder.

Pare che questo avrebbe scosso profondamente Vincent, che era già psicologicamente disturbato, tanto da spingerlo all’autolesionismo. "Vincent temeva che stesse per perdere l’appoggio finanziario e psicologico di Theo", ha spiegato Bailey nel numero di gennaio di The Art Newspaper, ripreso dal Sunday Times. Diciannove mesi dopo essersi volutamente ferito, Van Gogh si sparò un colpo al petto e morì due giorni dopo, il 29 luglio 1890, a causa delle ferite riportate.
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