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San Josemaría Escrivá, l’ultimo dei romantici

La via della libertà come santificazione ed appartenenza comunitaria, negli insegnamenti del fondatore dell’Opus Dei

GIUSEPPE BRIENZA
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San Josemaria Escrivà
San Josemaria Escrivà
L’

ultimo dei romantici, l’erede di coloro che nel XIX secolo si batterono per la libertà personale. Niente a che vedere con il Volkgeist (spirito popolare) del romanticismo tedesco che, da Gottfried Herder (1744-1803) in poi, è sfociato nella mistica pseudoreligiosa del nazionalismo ideologico e guerrafondaio. Stiamo parlando del “romanticismo cristiano” cui ha sempre fatto riferimento San Josemaría Escrivá (1902-1975), fondatore dell’Opus Dei, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II nel 2002.


Romanticismo cristiano

Con la significativa espressione di “ultimo romantico”, colta dalle labbra stesse di San Josemaría, mons. Mariano Fazio intitola il suo ultimo libro, San Josemaría Escrivá. L'ultimo dei romantici, appena pubblicato dalle Edizioni Ares di Milano (pp. 240, € 14). Nel volume egli evidenzia l’appassionata difesa della libertà, non relativisticamente intesa, del fondatore dell’Opera. Negli insegnamenti di Escrivá, infatti, un cristiano che "amava la tradizione ma non era un tradizionalista" (p. 98), troviamo un rispetto della libertà altrui che non si traduce mai nell’indifferentismo. L’ideale è piuttosto quello di trarre le conseguenze dall’amore alla Verità, dalla carità, mettendo insomma a frutto tutte quelle virtù naturali e cristiane che permettono di valorizzare i talenti e la vocazione di ciascuno nella sua concreta realtà. "Applicandosi l’appellativo carico di nostalgia di 'ultimo romantico' - precisa nella Presentazione mons. Fernando Ocáriz (pp. 7-9), attuale Prelato dell’Opus Dei -, san Josemaría desiderava in primo luogo interpellare i suoi ascoltatori, per suscitare in loro lo stesso amore per la libertà che aveva nel cuore: 'Non lasciatemi solo come l’ultimo romantico. Questo è il romanticismo cristiano: amare davvero la libertà degli altri, con trasporto'” (F. Ocáriz, Presentazione, p. 8). Non la via della libertà intesa come autodeterminazione, della quale osserviamo soprattutto in questi anni il volto soggettivistico, tecnocratico e narcisistico, bensì quella che conduce a rispondere alla chiamata universale alla santità. Indispensabile anche dal punto di vista civile e politico, se la riscoperta del legame sociale e dell’appartenenza comunitaria sono (come sono) in grado di farci risentire liberi, uniti e solidali.


Tutto nasce dall’incontro personale

Mons. Fazio incontrò personalmente San Josemaría ad un incontro per liceali organizzato in una piccola località di Buenos Aires, Bella Vista, il 22 giugno 1974. Gli rimase impresso, fra le altre cose, il sorriso luminoso di questo sacerdote spagnolo e, alla fine di quella riunione conviviale, qualcosa cominciò ad “ardere” nel suo cuore di quattordicenne. Nel suo libro non indulge nei particolari personali ma, evitando tanto il genere biografico quanto quello saggistico-teologico, offre una presentazione ordinata di quelle illuminazioni che il santo aragonese ricevette novant’anni fa ed ha trasmesso, fra gli altri, anche a lui. Nella prima parte, I cammini divini della terra, Fazio illustra il contenuto essenziale dell’intervento della Grazia ricevuto da Escrivá il 2 ottobre 1928, data di fondazione dell’Opus Dei, durante un ritiro spirituale a Madrid. Vale a dire "la chiamata alla santificazione e all’apostolato nella vita di tutti i giorni", con i mezzi utilizzati per diffondere questa dottrina nel mondo. Nella seconda parte, Contemplativi nel bel mezzo del mondo, delinea alcuni tratti caratteristici della vita spirituale del fondatore dell’Opera, seguendo uno “schema trinitario”. Nella terza (Nella Chiesa e nel mondo) esamina i “luoghi” nei quali ogni uomo e ogni donna sono chiamati a santificarsi. Nella quarta parte del volume (La libertà, dono di Dio), l’Autore affronta a tutto tondo "il grande tema della libertà come condizione necessaria per vivere la nostra vocazione alla santità" (p. 16). La quinta parte (In tutti i crocevia della terra) la dedica ai tre ambiti fondamentali della vita ordinaria che ciascuno è chiamato a santificare, vale a dire il lavoro, la famiglia, la società civile, con la conclusione alquanto significativa: Il mondo è Emmaus.


Il realismo umano della santità

In Appendice al libro è ripubblicato un importante testo di Joaquin Navarro Valls (1936-2017), l’indimenticabile portavoce di San Giovanni Paolo II e, fino al 2006, di Benedetto XVI, pubblicato a pochi mesi dalla beatificazione di Josemaría Escrivá, avvenuta a Roma il 17 maggio del 2002. In tale articolo, che l’Autore si augura "possa valere come omaggio e gratitudine per Joaquin Navarro Valls", è illustrato in modo sintetico ed efficace il fondamentale apporto dato dal fondatore dell’Opera all’emergere nella seconda metà del XX secolo della nuova "coscienza della chiamata alla pienezza della vita cristiana nelle e attraverso le circostanze della vita, nel contesto delle normali attività" (J. Navarro Valls, Il realismo umano della santità, L’Osservatore Romano, 6 ottobre 2002). Nell’introduzione al testo mons. Fazio ricorda i diversi anni vissuti con il portavoce spagnolo nel comune centro dell’Opus Dei a Roma, durante i quali "condividemmo avvenimenti, interessi, gioie e dolori" (p. 213). Un percorso che l’ha portato, il 7 luglio del 2017, a celebrare il funerale di Navarro Valls nella basilica romana di Sant’Eugenio, davanti ad una chiesa gremita all’infinitesimo.


Rettore della Pusc e Vicario generale dell’Opus Dei

Mons. Mariano Fazio, già Rettore della Pontificia Università della Santa Croce (Pusc), è attualmente vicario generale dell'Opus Dei (dal 2014). Nato a Buenos Aires il 25 aprile 1960, si è laureato in Storia all'Università di Buenos Aires ed ha conseguito un dottorato di ricerca in Filosofia alla Pusc. Ordinato sacerdote nel 1991 dalle mani di San Giovanni Paolo II, ha insegnato per sette anni Filosofia del Diritto in Ecuador e, negli stessi anni, ha partecipato alla vita civile e culturale del Paese latinoamericano, fra l’altro come editorialista del quotidiano El Telégrafo. Dal 1996 al 2002 è stato il primo decano della Facoltà di Comunicazione istituzionale della PUSC e, successivamente, Rettore (dal 2002 al 2008) della stessa Università, nella quale insegna anche Storia delle Dottrine politiche. Nel 2008 è trasferito nuovamente nel continente americano per attendere fino al 2014, anno nel quale ritorna nuovamente a Roma, all'incarico di Vicario dell'Opus Dei in Argentina, Paraguay e Bolivia. Mons. Fazio è autore di più di venti libri sulla società moderna e sui processi di secolarizzazione, tra i quali Historia de la filosofía contemporánea, Historia de la filosofía moderna, e Storia delle idee contemporanee. Tra le sue pubblicazioni anche diverse biografie degli ultimio Pontefici come ad esempio Beato Pablo VI, Da Benedetto XV a Benedetto XVI San Juan XXIII e, infine, pubblicato dalla Ares Edizioni di Milano, Con Papa Francesco. Le chiavi del suo pensiero. Mariano Fazio, sacerdote dal 1991, per molti anni nella Pontificia Università della Santa Croce, a Roma, di cui è stato anche Rettore Magnifico. Rientrato a Buenos Aires nel 2008, attualmente è Vicario dell’Opus Dei per l’Argentina. Tra i suoi libri, Storia delle idee contemporanee, L’America ingenua, A Cesare quello che è di Cesare, Da Benedetto XV a Benedetto XVI.

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