MARTEDÌ 28 APRILE 2015, 17:24, IN TERRIS

RIAPRE AL PUBBLICO LA "SALA DELLE ASSE" DI LEONARDO

In occasione di Expo 2015 l'ambiente del castello sforzesco di Milano torna al suo originario splendore

REDAZIONE
RIAPRE AL PUBBLICO LA
RIAPRE AL PUBBLICO LA "SALA DELLE ASSE" DI LEONARDO
Riapre oggi la “Sala delle Asse”, posta al primo piano del torrione nord-est del Castello Sforzesco. La stanza prende il nome dalle assi di legno che probabilmente un tempo rivestivano le pareti, forse a difesa contro l’umidità. Si trattava di un ambiente importante in cui gli Sforza accoglievano ambasciatori ed ospiti.

Fu questo il motivo per cui, Leonardo da Vinci, chiamato a Milano da Ludovico Sforza, detto il Moro, realizzò nel 1498 la decorazione pittorica, impegnandosi a finirla entro pochi mesi. Da Vinci (probabilmente con il concorso di aiuti) ideò e dipinse sulla volta della sala un finto pergolato costituito da una serie di rami e da corde dorate e annodate che si intrecciano. Rappresenta uno dei primi esempi di decorazione illusionistica che vuole trasformare un vano di un interno in un ambiente aperto: il visitatore è avvolto da un pergolato di rami, identificati come gelso, intrecciati e sorretti da potenti fusti d’albero dalle smisurate radici. La scelta del gelso, in latino morus, serviva a celebrare le virtù del duca committente, e cioè Ludovico Maria Sforza, detto appunto “il Moro”.

A partire dal 1499 il ducato di Milano passò sotto dominio francese; iniziò così un periodo di decadenza per il castello che successivamente fu addirittura trasformato in caserma e la Sala delle Asse fu adibita a stalla. Sopra la pittura di Leonardo fu anche steso un intonaco di calce bianca, rimosso solo alla fine dell’Ottocento.

Il progetto di restauro ha come obiettivo la conservazione e la restituzione al pubblico della decorazione rinascimentale, ed è elaborato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia insieme alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Milano. I lavori di restauro dell’affresco, che proseguiranno anche dopo Expo2015, saranno sospesi per tutto il tempo dell’evento. La sala è resa accessibile grazie a un parziale disallestimento dei ponteggi. Tuttavia le scoperte avvenute grazie alle operazioni di questi mesi (i lavori di restauro sono infatti partiti nel settembre 2013) potranno comunque essere visibili grazie a un progetto multimediale ideato dal comitato scientifico che segue l’andamento dei lavori.
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