Si è svolta a Roma l’edizione 2026 del RadioTv Forum di Aeranti-Corallo, un appuntamento cruciale che quest’anno celebra anche il mezzo secolo dalla storica sentenza della Corte Costituzionale del 1976, che pose fine al monopolio statale aprendo la strada all’emittenza locale. Nella sua relazione annuale, il coordinatore Marco Rossignoli ha tracciato la rotta per il futuro del comparto, chiedendo scadenze certe per il passaggio definitivo della tv al DVB-T2 e una pianificazione delle reti DAB+ per la radio che permetta la regionalizzazione dei contenuti e della pubblicità. Accanto alle sfide dell’innovazione tecnologica — dalle smart TV alle auto connesse — Rossignoli ha difeso il valore economico e democratico del settore, che oggi impiega duemila giornalisti e attende il rinnovo del contratto nazionale. A fare eco alle sue parole è stato l’intervento di Franco Mugerli, membro dell’esecutivo, che ha ricordato le radio e le tv locali come i veri “social” degli anni ’70: un presidio di pluralismo e libertà che, a cinquant’anni dalla nascita, continua a evolversi mantenendo salde le proprie radici sul territorio.
La relazione annuale di Marco Rossignoli
Nella sua Relazione annuale, il coordinatore Aeranti-Corallo e presidente Aeranti, Marco Rossignoli ha affrontato tutte le principali problematiche di attualità del settore radiofonico e televisivo locale. In particolare, Rossignoli, ha evidenziato l’urgenza di completare il passaggio al DVB-T2, condizione indispensabile per assicurare alle tv locali “capacità trasmissiva adeguata per la diffusione in alta definizione (HD)”. Sul fronte dell’innovazione, ha richiamato anche il ruolo strategico dell’HbbTV per integrare broadcast e servizi interattivi e ha sottolineato come la prominence sulle smart TV sia essenziale per garantire visibilità e pluralismo informativo.
Il mondo della radio
Per la radio, Rossignoli ha evidenziato che la FM resta la piattaforma principale per universalità e capillarità, mentre lo sviluppo del DAB+ richiede una pianificazione delle reti locali che consenta lo splittaggio al fine “di realizzare programmazioni informative dirette specificamente alle diverse aree geografiche servite, e favorire una maggiore raccolta pubblicitaria sul territorio”. Rossignoli ha inoltre affermato l’importanza di garantire la presenza della radio nei sistemi di tutte le auto connesse. Sul piano economico, Rossignoli ha sottolineato l’importanza della stabilizzazione dei contributi pubblici (DPR 146/2017), nonché degli incentivi per l’innovazione tecnologica delle imprese. Marco Rossignoli ha inoltre ricordato il ruolo dell’emittenza locale come presidio democratico, grazie anche ai duemila giornalisti impiegati, e ha auspicato che il rinnovo del CCNL, in scadenza a fine anno, venga affrontato “con uno spirito costruttivo, orientato a garantire in un’ottica di continuità, equilibrio tra sostenibilità delle imprese e tutele dei diritti dei lavoratori, in un contesto di forte evoluzione del mercato”.
Un francobollo commemorativo
Rossignoli ha altresì espresso particolare soddisfazione per la decisione del MIMIT di accogliere la proposta di Aeranti-Corallo relativa all’emissione, il prossimo 28 luglio, del francobollo commemorativo dei 50 anni di radio e tv locali, inserito nella serie “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”. Rossignoli ha concluso la relazione evidenziando che le emittenti locali “hanno dimostrato, nel corso di mezzo secolo, una straordinaria capacità di adattamento; hanno attraversato trasformazioni tecnologiche radicali; hanno affrontato crisi economiche e cambiamenti di mercato; hanno sempre mantenuto saldo il proprio legame con il territorio. Ed è su questo patrimonio che occorre costruire il futuro”.

Franco Mugerli: “Il valore dell’emittenza locale
Nel suo intervento, Franco Mugerli, membro del Comitato esecutivo Aeranti-Corallo e presidente dell’Associazione Corallo, ha ripercorso la straordinaria avventura delle radio e tv locali, celebrando i cinquant’anni dalla sentenza della Corte Costituzionale che ne sancì il diritto di trasmissione. Quello che nacque a metà degli anni ’70 come un fenomeno di rottura rispetto al monopolio pubblico, si è trasformato in un caso unico al mondo, capace di cambiare profondamente la cultura e il costume dell’Italia. Mugerli ha definito le prime emittenti come i veri “social” dell’epoca: spazi di partecipazione dove il microfono sostituiva il volantino e i cittadini diventavano protagonisti. Lungi dall’essere un’operazione nostalgia, l’intervento ha evidenziato la resilienza del comparto, capace di evolversi e integrarsi con le nuove piattaforme digitali senza perdere la propria identità. In conclusione, è stata riaffermata la responsabilità sociale delle emittenti locali come presidio fondamentale del pluralismo. “Nonostante siano trascorsi cinquant’anni – ha dichiarato Mugerli -, la nostra presenza è ancora capace di portare un contributo originale e intende continuare ad avere una funzione importante nella comunicazione del nostro Paese”.

