Un’accessibilità ai musei e ai luoghi di cultura che non sia più semplificata ma costruita “su misura” sulle caratteristiche delle singole persone con disabilità intellettiva. A questo serve l’IA nel progetto europeo “Include-Id”, coordinato dall’Irccs Eugenio Medea e finanziato dal programma Horizon Europe, rivolto ai minori e ai giovani adulti con disabilità intellettiva. “L’obiettivo è fare in modo che ciascuno possa vivere l’esperienza culturale con maggiore autonomia, secondo i propri modi e i propri tempi”, spiega Rosario Montirosso, coordinatore del progetto e responsabile del Centro 0-3 dell’IRCCS Eugenio Medea. L’iniziativa vede la partecipazione, tra i vari partner, del ministero per le Disabilità italiano.
Al museo con l’IA
L’intelligenza artificiale per creare esperienze culturali e museali personalizzate, costruite sui reali bisogni dei singoli bambini, adolescenti e giovani adulti con disabilità intellettiva. E’ uno degli elementi innovativi di ‘Include-Id’, progetto di ricerca e innovazione europeo coordinato dall’Irccs Eugenio Medea e finanziato dal programma Horizon Europe con circa 3,4 milioni di euro.
L’iniziativa
L’iniziativa – a cui ha dato il via un evento a Bosisio Parini (Lecco), vede la partecipazione di 10 partner da 7 Paesi (Italia, Svizzera, Regno Unito, Norvegia, Austria, Germania e Belgio), tra cui il ministero per le Disabilità italiano. In Italia, il progetto coinvolgerà i più giovani, insieme alle loro famiglie e alle scuole, nella progettazione e sperimentazione di percorsi di visita inclusivi e personalizzati.
I luoghi
Le attività si svolgeranno in Lombardia presso la Fondazione Luigi Rovati a Milano, Villa Panza a Varese e Palazzo Moroni a Bergamo. Nel Regno Unito, Include-Id coinvolgerà giovani adulti con disabilità intellettiva presso il National Botanic Garden of Wales, dove i partecipanti non saranno soltanto fruitori dell’esperienza culturale, ma saranno coinvolti attivamente come guide e mediatori, per promuovere competenze, autonomia e nuove opportunità di partecipazione sociale e lavorativa.
Esperienze in autonomia
“L’accessibilità museale si è spesso basata su percorsi facilitati pensati per rispondere in modo uniforme a bisogni che, in realtà, possono essere molto diversi da persona a persona – spiega Rosario Montirosso, coordinatore del progetto e responsabile del Centro 0-3 dell’IRCCS Eugenio Medea – Include-Id parte proprio da questa consapevolezza. Le persone con disabilità intellettiva possono avere profili cognitivi e comunicativi, interessi e modalità di interazione molto differenti. Attraverso strumenti digitali adattivi e un uso etico dell’intelligenza artificiale vogliamo sviluppare esperienze capaci di adattarsi alla singola persona, valorizzandone caratteristiche, interessi e modalità di partecipazione. L’obiettivo è fare in modo che ciascuno possa vivere l’esperienza culturale con maggiore autonomia, secondo i propri modi e i propri tempi”.
Fonte Ansa

