L’opera che racconta la figura e l’eredità di Francesco d’Assisi: l'”Enciclopedia francescana”

Treccani presenta l’“Enciclopedia francescana”, la prima opera enciclopedica dedicata a San Francesco e alla sua eredità spirituale e culturale

A destra: l'Enciclopedia Francescana. Foto gentilmente concessa da Treccani. A sinistra: Foto di Dorothée QUENNESSON da Pixabay

L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani presenta la prima opera enciclopedica dedicata a San Francesco nell’ottocentesimo anniversario della sua morte. L'”Enciclopedia francescana” consiste in due volumi che raccolgono e ricostruiscono la vita la storia, il pensiero, il messaggio e l’eredità spirituale e culturale del Poverello di Assisi. Un’opera, secondo le parole del direttore generale Massimo Bray “capace di parlare alla mente e al cuore di chi cerca, nel segno di Francesco d’Assisi, una parola ancora viva e necessaria per rispondere alle sfide di questo nostro complesso e difficile tempo”.

L’Enciclopedia francescana

Pubblicata in occasione dell’anniversario della morte di Francesco d’Assisi (1226) e in vista della ricorrenza della sua canonizzazione (1228), l’Enciclopedia francescana è diretta da Attilio Bartoli Langeli, Sofia Boesch Gajano, Luciano Canfora, Isabelle Heullant-Donat, Alberto Melloni, André Vauchez e Gabriella Zarri, con il coordinamento scientifico di Nunzio Bianchi e Filippo Sedda, e raccoglie i contributi di studiosi di primo piano nel panorama italiano e internazionale.

Un “Francesco plurale”

L’opera restituisce il ritratto di un “Francesco plurale” e si configura come uno strumento completo del pensiero sul Santo e sulla sua eredità spirituale e culturale. La figura di Francesco è indagata, attraverso oltre 400 lemmi alfabetici, lungo la straordinaria traiettoria della sua eredità dal XIII secolo ai nostri giorni ed è illustrata attraverso la formazione e lo sviluppo del francescanesimo come fenomeno storico e istituzionale: dalla iniziale fraternitas alla nascita dell’Ordine dei frati Minori e alla progressiva articolazione delle diverse famiglie francescane (Conventuali, Osservanti, Cappuccini); la costituzione del Secondo Ordine, quello femminile, e del Terzo Ordine della penitenza, che estese il carisma francescano al mondo laico. Viene così ricostruita l’immagine di Francesco d’Assisi mediante la complessa evoluzione di un movimento che ha inciso profondamente nella storia dell’Europa e del mondo. Particolare attenzione è riservata alle fonti, partendo dagli Scritti di Francesco, fino al cumularsi delle bio-agiografie francescane nel corso del Medioevo, dalle prime Legendae ufficiali (Tommaso da Celano, Bonaventura da Bagnoregio) alle varie compilazioni tre-quattrocentesche e alle raccolte devozionali come i Fioretti, fino ad arrivare alle moderne biografie.

La fortuna letteraria

L’opera segue inoltre la fortuna letteraria e culturale di Francesco, da Dante Alighieri fino all’età contemporanea, includendo esempi emblematici di ricezione narrativa e simbolica del modello francescano, come il fra Cristoforo dei “Promessi sposi”, figura che traduce in chiave moderna e romanzesca i temi della conversione, della penitenza e della giustizia evangelica.

Il Poverello di Assisi nel cinema e nella musica

In costante dialogo con questa ricostruzione storica e istituzionale, l’Enciclopedia esplora inoltre la presenza di Francesco nell’ambito cinematografico: dai primi film muti, come “Il poverello di Assisi” (1911) di Enrico Guazzoni alle grandi interpretazioni del secondo dopoguerra, tra cui “Francesco giullare di Dio” (1950) di Roberto Rossellini, “Uccellacci e uccellini” (1966) di Pier Paolo Pasolini o “Fratello sole, sorella luna” (1972) di Franco Zeffirelli. Anche la musica ha risentito della figura di Francesco, che compare già nel 1964 con l’omonimo brano interpretato da Rita Pavone, per riaffiorare poi in canzoni di Eros Ramazzotti (Cantico, 1990), Angelo Branduardi (l’album L’infinitamente piccolo, 2000), Mango (Francesco, 2004), dei Baustelle (San Francesco, 2010), fino a riletture più recenti come quella di Jovanotti, che nel 2014 ad Assisi improvvisò una personale versione del Cantico delle creature.

Il corredo iconografico

Completa l’opera il ricco e originale corredo iconografico che, articolato in circa 200 tavole fuori testo suddivise in sezioni tematiche, documenta la varietà delle modalità e delle tecniche di rappresentazione della figura del Santo, nonché dei materiali e dei supporti utilizzati – dal legno alla carta, dalla pietra all’oro e all’argento delle monete – e costituisce parte integrante del discorso storiografico.

Uno strumento sul Santo

“L’Enciclopedia francescana – come osserva Massimo Bray nella Presentazione – non è dunque solo una raccolta di voci, ma un vero e proprio strumento di pensiero sul Santo, sulla sua eredità spirituale e culturale e sul suo impatto nel mondo passato e presente. Si tratta di un’opera collettiva di altissimo profilo scientifico e culturale, capace di parlare alla mente e al cuore di chi cerca, nel segno di Francesco d’Assisi, una parola ancora viva e necessaria per rispondere alle sfide di questo nostro complesso e difficile tempo”.

Il facsimile

L’attenzione alle fonti e alla tradizione iconografica francescana, che costituisce uno degli elementi centrali dell’Enciclopedia francescana, trova un’ulteriore espressione nella realizzazione, da parte dell’Istituto Treccani, del facsimile che riproduce il manoscritto Antonianum 1, conservato presso la Biblioteca della Pontificia Università Antonianum di Roma, un codice miscellaneo di eccezionale valore la cui prima parte contiene la Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio, composta su incarico dell’Ordine dei Frati Minori e riconosciuta come biografia ufficiale di san Francesco fin dal XIII secolo. Il facsimile – impreziosito da 86 miniature che raffigurano gli episodi della vita di san Francesco e costituiscono uno dei cicli iconografici più completi a lui dedicati – è accompagnato da un volume di Commentario che raccoglie i saggi dei massimi esperti in materia, dall’analisi codicologica di Attilio Bartoli Langeli all’attenta lettura delle miniature di Chiara Frugoni, con un’introduzione di Daniele Solvi. Realizzato in 1.499 esemplari numerati, il facsimile è custodito in un cofanetto in legno, il cui progetto grafico si distingue per l’utilizzo del Franciscus, il primo font digitale della Chiesa, nato nel 2021 da un progetto di ricerca tipografica firmato da Studiogusto® su commissione della Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco in Assisi. Il carattere trae ispirazione dai manoscritti medievali della Biblioteca del Sacro Convento e del Fondo Antico comunale e, in particolare, dalla Chartula, la pergamena scritta di pugno da san Francesco per frate Leone.

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