MARTEDÌ 11 LUGLIO 2017, 17:06, IN TERRIS

Lab.Ora, per creare una nuova generazione di “costruttori d’Italia”

Presentato a Roma il progetto rivolto a giovani impegnati nella società civile. Prossimo appuntamento a Caltagirone, paese natale di don Sturzo

FEDERICO CENCI
Lab.Ora, per creare una nuova generazione di “costruttori d’Italia”
Lab.Ora, per creare una nuova generazione di “costruttori d’Italia”
Creare una nuova generazione di “costruttori d’Italia”, servitori del bene comune. È questo l’obiettivo che contraddistingue il progetto Lab.Ora, presentato alla stampa lunedì 10 luglio, nell’elegante sede dell’Hotel Columbus di Roma.

Nuova generazione di leader


Definito un progetto “innovativo e sistemico” dai suoi promotori, Lab.Ora vuole “offrire un contributo di fraternità e di approfondimento interdisciplinare per un nuovo protagonismo territoriale dei nostri migliori giovani con l’obiettivo, attraverso l’incontro con eminenti testimoni nel panorama socio-culturale del Paese, di preparare e promuovere una nuova generazione di leader costruttori d’Italia”.

All’incontro con la stampa, moderato dal direttore di “Matrix” Alessandro Banfi, hanno presenziato Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello Spirito e della Fondazione Vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth”; Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, consigliere generale presso lo Stato della Città del Vaticano; Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa; don Aldo Buonaiuto, della Comunità Papa Giovanni XXIII e direttore di In Terris; Raffaele Bonanni, ex segretario della Cisl.

Discontinuità con il passato


“Discontinuità con il passato” è il concetto che è risuonato spesso nel corso del dibattito. Una discontinuità che si riscontra già nell’aver ribaltato una prassi consolidata. Lab.Ora è infatti partita con azioni concrete circa un anno fa, ma soltanto ora è stata annunciata pubblicamente. Il progetto ha scaldato i motori nell’autunno scorso a Vico Equense, in Campania, con un incontro durato dal 30 novembre al 4 dicembre, e poi a Sestri Levante, in Liguria, dal 17 al 21 maggio.

In questi due incontri - ha spiegato Bonanni - sono stati “innescati processi”, offrendo ai ragazzi “motivazioni per dotarsi nei loro territori di una palestra in cui allenarsi e costruire esperienze, comunità e sussidiarietà”, nonché “elaborare e fare progetti senza sentirsi trascurati nelle loro legittime prerogative e possibilità d’impegno”.

No a un nuovo movimento


Ma la discontinuità col passato è data anche dall’obiettivo “non di creare un movimento o un partito”. Lo ha sottolineato nel suo intervento Martinez, spiegando che Lab.Ora intende “favorire processi generativi d’impegno a trazione giovanile su tutto il territorio italiano”. I mille giovani tra i 23 e i 35 anni che aderiscono al progetto, sono persone indicate dai propri vescovi e già impegnate nella pastorale giovanile all’interno delle loro diocesi.

Conversione


“Siamo sinceramente mossi dal tema della ‘conversione’ che Papa Francesco sta chiedendo ai corpi intermedi e ai modelli di leadership che rappresentiamo”, ha aggiunto il presidente del RnS. Lab.Ora - l’auspicio di Martinez - è l’officina in cui verranno forgiate “personalità forti e motivate che potranno prendere parte autorevolmente alla vita del Paese, nei ruoli e nei luoghi dove la Provvidenza vorrà collocarli”.

Il faro che guida il progetto è la Dottrina sociale della Chiesa. Di qui il motto dell’iniziativa: “Dall’umanesimo cristiano una nuova laicità di servizio”. Nel suo intervento, Mirabelli ha posto l’accento su questo aspetto: “Partendo dalla Dottrina sociale della Chiesa, individuiamo gli snodi su cui riflettere, affinché la Dottrina vivifichi l’azione di ciascuno e la vita della stessa società”.

Il ruolo dei "testimoni"


Mirabelli si è poi soffermato sulla figura dei “testimoni”, ossia le personalità che sono a capo del progetto, il cui ruolo - ha detto - “non è orientato alla mera intellettualità, ma alla condivisione di un’esperienza sulla base del retroterra culturale che viene messa a servizio dei giovani”.

Al presidente emerito della Corte Costituzionale ha fatto eco il prof. Francesco Bonini, secondo cui “l’idea della formazione testimoniale, missione che ci mette all’opera e in discussione in quanto ‘padri’, più che professori o rappresentanti di  istituzioni, è un bene grande per i nostri giovani e figli”.

Un'avventura rivoluzionaria


Di questo scambio reciproco tra generazioni ne ha parlato anche don Aldo Buonaiuto. “È già passato un anno dalla prima data di questa avventura che vuole diventare rivoluzionaria - ha affermato -. Rivoluzionaria, innanzitutto, perché non è il progetto di un’unica persona, di un ente o istituzione, ma è l’esperienza di un insieme di testimoni che amano i giovani”.

Il direttore di In Terris ha spiegato poi che Lab.Ora intende dare concretezza all’appello di Papa Francesco a “fare progetti non da soli, tra cattolici, ma insieme a tutti coloro che hanno buona volontà”. Si tratta - la riflessione di don Aldo Buonaiuto - di “una vera sfida di comunione che abbiamo vissuto nei due incontri già realizzati a Vico Equense e a Sestri Levante: abbiamo imparato dalla comunione tra questi giovani che sono quanto mai necessarie occasioni di incontro che buttino giù le barriere”.

Appuntamento a Caltagirone


Il prossimo appuntamento si tiene dal 19 al 23 luglio a Caltagirone, in Sicilia. È qui che nacque nel 1871 don Luigi Sturzo, modello dell’impegno civile e politico dei cattolici. Un luogo, quello scelto, tutt’altro che casuale.
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