MERCOLEDÌ 01 LUGLIO 2015, 004:15, IN TERRIS

DE CHIRICO: 170 INEDITI NEL SECONDO VOLUME DEL CATALOGO GENERALE

La prima parte era uscita lo scorso anno, e si attende la terza nel 2016

AUTORE OSPITE
DE CHIRICO: 170 INEDITI NEL SECONDO VOLUME DEL CATALOGO GENERALE
DE CHIRICO: 170 INEDITI NEL SECONDO VOLUME DEL CATALOGO GENERALE
Un percorso unico per vivere tutta l’arte di Giorgio De Chirico: 478 opere tra dipinti, acquarelli e disegni, molte delle quali sconosciute al grande pubblico, ma per la prima volta riunite in un solo volume. Esce “Giorgio de Chirico. Catalogo Generale – Opere dal 1919 al 1975, vol. 2”, il secondo volume del Catalogo generale dell’autore a cura dell’omonima Fondazione, un anno dopo la pubblicazione del primo (“Opere dal 1912 al 1976 vol. 1”, Maretti Editore). Il nuovo volume raccoglie un insieme di opere dell’artista, ritenute autentiche dalla Fondazione, che nel 2016 celebrerà 30 anni di attività nella tutela dell’opera artistica e intellettuale di De Chirico.

Come il primo volume, questa nuova raccolta di opere, presenta lavori non pubblicati nella catalogazione originaria a cura di Claudio Bruni Sakraischik. In più, sono raccolte molte opere non conosciute al grande pubblico perché appartenenti a collezioni private, quindi anche fuori dall’ambito degli studi, tra le quali risultano circa 170 inediti.

Il lavoro di De Chirico appare ancora una volta come un completo, un “tutt’uno” nelle sue diverse espressioni, soggetti e mezzi tecnici. Tra le sorprese che riserva il grande volume, si trovano anche delle miniature dipinte su avorio esposte nel 1954 alla Galleria Barbaroux di Milano, e un insieme di gioielli ideati, disegnati e firmati da De Chirico a partire dagli anni Quaranta.

Assoluta novità nell’iconografia dell’artista si scopre nel “Ritratto della Signora Rondi Gariboldi”, dove la signora dalla chioma bianca è affiancata da un manichino. Presenti in catalogo anche tre opere dalla collezione Alberto Sordi, un “Ettore e Andromaca”, un “Trovatore” e un “Cavalieri nel paesaggio”. Si apre quindi un nuovo e inedito panorama partendo da “L’enigme d’un apres midi d’automne”, il primo quadro metafisico dipinto a Firenze nel 1910, fino all’ultimo periodo neometafisico, tra cui i massimi esempi compare “Orfeo trovatore stanco”. Per il prossimo anno è previsto anche un terzo volume dell’opera.
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