DOMENICA 24 MAGGIO 2015, 004:00, IN TERRIS

DAL 2 SETTEMBRE A MILANO UNA MOSTRA PER AMMIRARE GIOTTO

La rassegna ha il pregio di seguire l’evoluzione del linguaggio di quello che può essere considerato il padre della pittura moderna

STEFANO CICCHINI
DAL 2 SETTEMBRE A MILANO UNA MOSTRA PER AMMIRARE GIOTTO
DAL 2 SETTEMBRE A MILANO UNA MOSTRA PER AMMIRARE GIOTTO
Un importante percorso a tappe sulle opere di Giotto, uno dei protagonisti della storia dell’arte italiana, si sta realizzando nel Palazzo Reale di Milano. Infatti la mostra intitolata “Giotto, l’Italia. Da Assisi a Milano” sarà allestita dal 2 settembre 2015 al 10 gennaio 2016 nel capoluogo lombardo. Il pittore fiorentino ebbe l’abilità di superare la bidimensionalità e la ieraticità bizantine grazie all’approdo alla resa dello spazio e della massa corporea e alla caratterizzazione fisionomica dei suoi personaggi, aspetti, questi, che preludono alle soluzioni della pittura del Rinascimento. La rassegna di Milano ha il pregio di seguire l’evoluzione del linguaggio di quello che può essere considerato il padre della pittura moderna, maturato durante i soggiorni compiuti a Roma, Assisi, Bologna, Firenze, Rimini, Padova e, da ultima Milano. Qui Giotto giunse poco prima di morire, chiamato da Azzone Visconti per affrescare una parte del Palazzo Ducale con una Gloria Mondana e forse una serie di Uomini illustri, purtroppo perduti.

Grazie ai prestiti concessi da musei italiani e internazionali, la mostra si presenta come un’occasione unica per conoscere ed ammirare le realizzazioni l’artista. Prime tra tutti il Polittico Stefaneschi, oggi ai Musei Vaticani, realizzato per l’altare maggiore della Basilica di San Pietro; il Polittico di Bologna, conservato presso la Pinacoteca Nazionale del capoluogo emiliano, creato nella fase più matura dell’attività di Giotto, probabilmente nel 1332 in connessione con la presenza del plenipotenziario pontificio a Bologna, il cardinale francese Betrando Dal Poggetto; il Polittico di Badia, attualmente presente agli Uffizi. Quest’ultima attesta l’opera dell’artista per la Chiesa benedettina di Santa Maria a Firenze, detta la Badia.
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