L’argomento è di stretta attualità, ma le radici risalgono a secoli fa. Il Convegno Ecology and Christianity in Late Antiquity (fourth-sixth century AD) getta una luce su un campo di ricerca inesplorato, ovvero il ruolo del Cristianesimo nello sviluppo di una nuova percezione del lavoro umano e della natura. Un percorso che parte dagli scritti dal vescovo di Milano, Sant’Ambrogio e prosegue per l’analisi delle testimonianze di Gregorio di Nissa, Paolino di Nola ad Agostino, Ennodio, a Gregorio Magno. Un tema che oggi più che mai spinge alla riflessione, tanto da essere al centro di diverse encicliche papali degli ultimi anni, dalla “Caritas in veritate” di Benedetto XVI alla “Magnifica Humanitas” di Leone XIV, passando per “Fratelli tutti” e “Laudato si'” di Papa Francesco. Il convengo, organizzato dalla docente di Storia romana all’Università di Perugia e accademica dei Lincei Rita Lizzi, Principal Investigator (P.I.) del Progetto Ecology and Christianity in Late Antiquity, richiama a Perugia e Assisi studiosi da tutto il mondo.
L’incontro
Il Convegno Ecology and Christianity in Late Antiquity (fourth-sixth century AD), che si terrà a Perugia-Assisi dal 17 al 19 settembre 2026, è l’incontro conclusivo del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2022) su un campo di ricerca, ancora inesplorato: il ruolo che svolse il cristianesimo nel suscitare una nuova percezione della natura e del lavoro dell’uomo, sia maschile sia femminile. Ricercatori da tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Cina, da Parigi a Oxford, da Bonn a Madrid, da Santander a Saragozza, da Tübingen a Berlino confronteranno i risultati dei loro studi con le testimonianze raccolte da studiosi di molte Università italiane e da dottorandi e giovani assegnisti delle Università di Perugia, Torino e Parma, membri delle tre Unità di Ricerca del PRIN. Ecology and Christianity in Late Antiquity (fourth-sixth century AD) EChLA è stato organizzato da Rita Lizzi Testa, Principal Investigator (P.I.) del Progetto, docente di Storia Romana nel Dipartimento di Lettere dell’Università di Perugia, Direttrice dell’Accademia Romanistica Costantiniana, Membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
I testi di Ambrogio
L’idea del Progetto Ecology and Christianity in Late Antiquity è nata dalla lettura di alcuni testi di Ambrogio, vescovo di Milano, il quale in varie omelie e in alcune lettere afferma che tutti gli uomini sono uguali, perché la medesima grazia è trasfusa su servi e liberi, su ricchi, potenti e poveri senza distinzione. Nel “De officiis”, poi, egli descrive l’avidità dei ricchi proprietari terrieri che privavano i contadini poveri della loro mercede e delle loro terre, spingendoli alla desolazione e costringendoli a emigrare; nel “De Nabuthae historia”, il vescovo contrappone la proprietà privata a una condizione in cui tutte le creature condividono la stessa natura (consortes naturae), godono di uguali diritti e della facoltà di disporre dei beni ricevuti in comune. Si trattò di un insegnamento morale, che attingeva alla tradizione veterotestamentaria, ma pure a Cicerone, Seneca e Basilio di Cesarea, con i quali Ambrogio si misurò rielaborandone molti passi, per conferire autorevolezza alla propria scrittura e aggiungere densità al dramma di vicende attuali, vissute allora nella sua diocesi e in molte parti dell’impero romano.
Il rispetto della natura
Il Convegno intende, dunque, per verificare quanto le esortazioni ambrosiane abbiano influito nel cambiare i rapporti tra domini e contadini (servi e coloni), o nel far maturare un diverso rispetto della Natura madre comune. L’analisi sarà condotta attraverso molteplici testimonianze, da Gregorio di Nissa, Paolino di Nola ad Agostino, Ennodio, fino a Gregorio Magno, attingendo anche a fonti epigrafiche e musive.
Le encicliche papali
L’importanza di tali testimonianze antiche è confermata dalla risonanza che il tema ha acquisito in varie encicliche papali, dalla “Caritas in veritate” di Benedetto XVI, alle due principali di papa Francesco “Fratelli tutti” e “Laudato si'”, fino alla recentissima, prima enciclica, di papa Leone XIV “Magnifica Humanitas”, essendo al centro degli studi della Commissione Teologica Internazionale.

