VENERDÌ 10 GENNAIO 2019, 17:28, IN TERRIS


IRPINIA

Carife, le memorie sannitiche hanno il loro museo

Apre il polo museale della Baronia: 352 reperti provenienti dalla più importante area archeologica iripina

REDAZIONE
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Uno dei pezzi più pregiati del Museo archeologico di Carife
Uno dei pezzi più pregiati del Museo archeologico di Carife
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recentocinquantadue reperti, nemmeno la metà di quelli rinvenuti nella vasta e prolifica area archeologica compresa fra i comuni di Castelbaronia e Carife, nel cuore della Baronia. Resti dell'antica civiltà del Sannio che, oggi, prendono vita nel Museo archeologico di Carife (Mac), inaugurato a coronamento di un iter che affonda le sue radici alla fine degli anni '80 e nella passione civica e archeologica degli abitanti, a cominciare dall'allora sindaco professor Raffaele Loffa e dal professor Salvatore Salvatore. Piccolo nucleo di case, adagiato a mò di presepe sul costone che scende verso la Valle dell'Ufita e incastonato fra le colline irpine, con l'apertura del polo museale la cittadina irpina balza improvvisamente dalla nevosa tranquillità dell'inverno al ben più prestigioso onere di portabandiera delle vestigia sannitiche della Campania, valorizzando definitivamente una delle aree di scavo fra le più importanti della Regione ed esponendo nelle tre sale del plesso di Via Melina parte del più proficuo bacino di reperti archeologici dell'area irpina.


I reperti

Vasi, terracotte, statue, marmi, vasellame, utensili, adorni funebri: testimonianze di secoli remoti che vanno dall'età protostorica a quella romana, disseminati su una porzione di territorio che abbraccia i declivi dell'alta Valle dell'Ufita, portata alla luce decenni or sono ma avviata verso un percorso di valorizzazione solo dopo il terremoto irpino dell'80, quando questa porzione dell'entroterra campano aveva visto in buona parte la sua quotidianità devastata dal sisma. Antiche necropoli (ben tre, comprese fra il VI e il III secolo a.C.), oggetti di ogni tipo, recuperati con intense attività di scavo prima (a cura della Soprintendenza archeologica di Salerno, Avellino e Benevento, diretta allora dal noto archeologo Werner Johanniwsky, fra i promotori del polo museale) e classificazione poi, tappe di un percorso che, dopo 28 anni di un iter dilungato dai tempi della burocrazia, hanno portato all'apertura del Museo che, in buona parte, contribuisce al percorso di valorizzazione del comune irpino e, nondimeno, al suo rilancio da un punto di vista socio-economico.


Uno slancio per le nuove generazioni

Presentazione e inaugurazione sono avvenute di fatto in contemporanea, alla presenza della popolazione carifana presso l'Aula consiliare del Comune e con gli interventi del sindaco Carmine De Giorgio, che ha portato a compimento l'iter, del presidente della Provincia Domenico Biancardi e di altre personalità locali, dal prefetto Maria Tirone al Vescovo di Ariano Irpino mons. Sergio Melillo. Un momento di grande importanza per il piccolo comune che, in questo museo, vede non solo la realizzazione di un importante progetto culturale ma l'avvio di una forza motrice che mira a far conoscere l'eredità storica dell'Irpinia e a spingere le giovani generazioni a far proprio un senso di appartenenza che nei trascorsi storici locali trova la sua ispirazione.

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