VENERDÌ 05 FEBBRAIO 2016, 003:00, IN TERRIS

AL MUSEO DI PALERMO UNA SALA DEDICATA AL CUSTODE DI PALMIRA

Al-Assad venne decapitato e il suo corpo appeso a una delle colonne del sito archeologico siriano lo scorso 18 agosto

MILENA CASTIGLI
AL MUSEO DI PALERMO UNA SALA DEDICATA AL CUSTODE DI PALMIRA
AL MUSEO DI PALERMO UNA SALA DEDICATA AL CUSTODE DI PALMIRA
È stata intitolata all’archeologo siriano Khaled al-Asaad la nuova saletta dei sarcofagi fenici al Museo Archeologico "Antonino Salinas" di Palermo. Al-Assad, stimato studioso di fama internazionale e curatore del sito archeologico di Palmira (Siria), venne decapitato e la salma appesa a un palo dalle milizie dell’Isis il 18 agosto scorso. La cerimonia si è svolta oggi 5 febbraio alla presenza dell'assessore ai Beni Culturali, Carlo Vermiglio e del Direttore del Museo Salinas, Francesca Spatafora.

“È la prima volta che in Italia un prestigioso museo archeologico onora così la memoria di quest'uomo giusto, ucciso per essersi impegnato strenuamente per la salvezza dei reperti che custodiva e per essersi rifiutato di rivelare ai miliziani dove fossero conservate le opere più preziose”, affermano i promotori dell'iniziativa. Il Museo Archeologico Regionale "Antonio Salinas" possiede una delle più ricche collezioni d'arte punica e greca d'Italia, nonché testimonianze di gran parte della storia siciliana. Alla sezione fenicio-punica appartengono due grandi sarcofagi antropomorfi del V secolo a.C., provenienti dalla necropoli di Pizzo Cannita; vi sono anche sculture di divinità fenicie e stele votive da Mozia e da Lilibeo, insieme a vasellame vitreo proveniente dall'insediamento di Monte Porcara (Bagheria) e ad una splendida serie di edicole dipinte recanti il segno di Tanit e il caduceo.

Pizzo Cannita, in cui è sita l’omonima grotta e ai suoi piedi la necropoli fenicia, è un piccolo rilievo isolato (208 m) situato sulla sponda sinistra del Fiume Eleuterio. La grotta presenta un’apertura di forma triangolare avente base di circa 6 metri e altezza di circa 15 metri con una profondità di 40 metri e somiglia vagamente alla cavità dell’Orecchio di Dionisio (a Siracusa). Per molti rappresenta la culla della civiltà fenicia del passato di cui i ritrovamenti dei due sarcofagi sono tra le più apprezzabili testimonianze al mondo.
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