Yahoo di nuovo nel mirino degli hacker: violato un miliardo di account

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:18

Sono oltre un miliardo gli account personali di Yahoo! che potrebbero essere stati violati in un attacco hacker che risale al 2013. A rivelarlo è lo stesso colosso di internet, spiegando che il caso sembra essere separato dall’intrusione avvenuta nel settembre del 2014, quando gli utenti colpiti furono oltre 500 milioni. Il consiglio a chi possiede un account con l’azienda guidata da Marissa Mayer, è quello di cambiare la password immediatamente.

In quest’ultimo attacco, secondo quanto comunicato dalla società, ci sarebbero nomi, indirizzi mail, numeri di telefono, date di nascita, password criptate e in alcuni casi anche domande e risposte di sicurezza criptate e non. Invece, non sarebbero coinvolte le password in chiaro e i dati bancari che sarebbero conservate in un sistema diverso da quello che è stato oggetto dell’attacco.

In comunicato, la Yahoo! ha dichiarato che “l’incidente rivelato ieri” è probabilmente distinto da quello del 2014, ma svelato solamente lo scorso 22 settembre, nonostante l’amministratore delegato ne fosse a conoscenza fin dal mese di luglio. Nonostante ciò, il gruppo non ha escluso la possibilità che dietro la violazione dei sistemi di sicurezza, ci possa essere lo stesso hacker che ha agito nel 2014 e che molto probabilmente “è stato sponsorizzato da uno Stato straniero“.

Oltre alla fiducia degli utenti, a risentire della notizia sono anche i piani di cessione a Verizon degli asset core dell’azienda con sede a Sunnydale. L’intesa da 4,8 miliardi di dollari decisa lo scorso luglio, potrebbe essere rivista in termini di prezzo o, nel peggiore dei casi, essere destinata a saltare. In ballo ci sono siti come Yahoo Sport, Yahoo Notizie e Yahoo Finanza, ma anche l’omonimo motore di ricerca, il servizio di posta elettronica, la piattaforma per immagini Flickr e il blog Tumblr.

 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.