Venezuela, il dramma dopo il terremoto: superstiti estratti vivi e migliaia di dispersi

Oltre 50mila dispersi e 70mila famiglie senza casa dopo il terremoto in Venezuela. L'Ue mobilita i soccorsi mentre proseguono le ricerche

Foto Vatican News

Il bilancio del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela continua ad aggravarsi con il passare delle ore. Mentre migliaia di soccorritori, provenienti anche dall’Europa e dagli Stati Uniti, raggiungono le aree più colpite, decine di migliaia di persone risultano ancora disperse e oltre 70mila famiglie sono rimaste senza casa. A La Guaira, dove interi edifici sono crollati, si continua a scavare tra le macerie anche a mani nude nella speranza di trovare superstiti. Cresce intanto la preoccupazione anche per la comunità italiana presente nel Paese, mentre la Farnesina segue costantemente l’evolversi di una delle peggiori emergenze umanitarie che il Venezuela abbia vissuto negli ultimi anni.

L’Unione Europea rafforza gli aiuti: oltre 520 soccorritori già mobilitati

“Finora l’Ue ha mobilitato oltre 520 soccorritori provenienti da Repubblica Ceca, Spagna, Italia, Francia, Germania, Portogallo e Paesi Bassi, personale medico dall’Italia e apparecchiature per le telecomunicazioni dal Lussemburgo” dopo il terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo rende noto la commissaria europea alla Gestione delle crisi, Hadja Lahbib, sui suoi canali social. La commissaria si è detta “grata di vedere sempre più Paesi dell’Ue intervenire per aiutare il Venezuela“.

Oltre 50mila persone disperse dopo il sisma

Oltre 50.000 persone risultano ancora disperse dopo i terremoti che hanno colpito il Venezuela nella notte tra mercoledì e giovedì. Lo riporta il sito web venezuelano dedicato alle persone scomparse. La piattaforma permette ai cittadini di condividere i dettagli e l’ultima posizione dei propri cari, nella speranza di contribuire alle operazioni di ricerca e soccorso in tutto il Paese.

A La Guaira si scava tra le macerie anche a mani nude

A La Guaira si continua a scavare a mani nude. Le squadre di soccorso sono poche e male attrezzate: mancano i macchinari necessari per rimuovere le macerie e tentare di salvare le persone ancora intrappolate sotto i calcinacci. Lo denunciano i familiari delle vittime, che parlano ai cronisti presenti sul posto raccontando la disperazione di chi, 27 ore dopo il sisma, si sente ormai abbandonato. Molti cittadini si sono uniti ai pochi vigili del fuoco e ai volontari negli sforzi di ricerca. Per ore hanno cercato di mantenere il contatto con i propri cari rimasti sotto le macerie, parlando loro per tenerli coscienti. Con il passare del tempo, però, le voci sono diventate sempre più deboli fino a spegnersi. Tra le testimonianze più drammatiche quella di un uomo che ha perso la moglie: “Mia moglie non ce l’ha fatta. Si stava facendo il bagno quando ci sono state le scosse. Abbiamo tentato di scappare. Io sono riuscito a lasciare il palazzo, lei invece è caduta, ha battuto la testa ed è rimasta bloccata. So che è rimasta nuda, vorrei raggiungerla, almeno per coprire il suo corpo”, ha raccontato tra le lacrime.

La Farnesina: 65mila italiani nell’area colpita

Sono 3.000 gli italiani che vivono nell’area attorno all’epicentro del terremoto, mentre salgono a 65.000 i connazionali presenti nell’intera zona interessata dal sisma. A riferire i dati è Maria Teresa Del Re, consigliera dell’Unità di crisi della Farnesina, che seguirà la missione italiana in partenza da Pratica di Mare. “C’è una situazione complicata – spiega -: le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente. Sia l’Unità di crisi sia il Consolato stanno ricevendo da ieri numerose telefonate da parte dei nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida”. La consigliera ha inoltre confermato il decesso di una persona italo-venezuelana, senza escludere che possano esserci altre vittime italiane “vista l’entità del terremoto”.

Arrivano anche gli aiuti degli Stati Uniti

Un primo distaccamento militare statunitense, guidato da un generale dei Marines, è arrivato venerdì a Caracas per coordinare gli aiuti americani destinati alle vittime del doppio terremoto. Lo ha annunciato l’esercito degli Stati Uniti, precisando che la missione è guidata dal maggiore generale dei Marines Kevin J. Jarrard.

Oltre 70mila famiglie senza casa

Nel frattempo continua ad aggravarsi il bilancio dell’emergenza umanitaria. Oltre 70.000 famiglie venezuelane sono rimaste senza un tetto, ha reso noto il ministro dell’Interno durante un intervento alla televisione pubblica. Solo nello Stato di La Guaira, il più colpito dal terremoto, sono crollati circa 100 edifici. Le aree maggiormente devastate risultano essere Caraballeda e Catia La Mar. Il ministro della Salute ha inoltre aggiornato il numero dei feriti, che ha raggiunto quota 4.300.

Estratta viva dopo quasi 36 ore sotto le macerie

Una donna è stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira dopo quasi 36 ore trascorse sotto i detriti. “Quando è iniziato il terremoto, mi sono aggrappata con tutte le mie forze allo stipite della porta, così forte che mi sono rotta un dito”, racconta in un video trasmesso dalla Bbc. Ancora sulla barella, pochi istanti dopo il salvataggio, la donna ha spiegato di essere rimasta aggrappata allo stipite “finché tutti i piani non sono crollati”.

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: