Veneto in ginocchio: “E' l'apocalisse”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:41

Nessuna conta dei danni in Veneto, non c'è il tempo di farla. A spiegarlo è il Direttore della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, presente all'incontro con il governatore regionale Luca Zaia (che ha ricevuto anche una telefonata del Capo di Stato Mattarella) a un sopralluogo nelle zone colpite (e devastate) dal maltempo: “Dobbiamo partire subito – ha spiegato – perché se dobbiamo attendere la conta dei danni ci attiveremo almeno tra due mesi. Abbiamo una sofferenza in tutta Italia ma in questo territorio è molto più pesante, apocalittica, strade devastate, tralicci piegati come fuscelli”. Situazione ai limiti della catastrofe soprattutto nel bellunese, dove pioggia e vento hanno spazzato il territorio senza pietà: “Abbiamo registrato venti fino a 180 km orari nelle valli – ha spiegato ancora Borrelli – e dunque la devastazione è stata simile a quella della Liguria”.

Veneto in ginocchio

Per far fronte all'emergenza in Veneto, il Direttore della Protezione civile ha fatto sapere che verrà chiesta “la dichiarazione dello stato di emergenza per le prime risorse. Poi normative ed ordinanze per la gestione dei detriti e gestione delle procedure di appalto per i lavori di ripristino. Dopo agosto il coordinamento nazionale della protezione Civile si è riunito per modificare il codice degli appalti. Avevamo auspicato delle norme da impiegare nell' emergenza”. Intanto, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha annunciato lo stanziamento di un milione di euro per il recupero dei boschi dell'Altopiano di Asiago, vittime della grave ondata di maltempo. Un'iniziativa promossa nell'ambito delle celebrazioni per il Centenario della Grande Guerra: “Apprendo con particolare dispiacere delle eccezionali circostanze di maltempo che si sono abbattute sulla Regione Veneto e che hanno devastato, tra l'altro, i boschi dell'Altopiano di Asiago”.

Maltempo in Sicilia

Non è migliore la situazione al Sud Italia, specie in Sicilia dove la pioggia e le raffiche di vento hanno messo a dura prova i siti archeologici di Agrigento, chiusi per allerta meteo, così come la linea ferroviaria Palermo-Agrigento (fino alle 17). La pioggia ha letteralmente inondato alcune zone del palermitano, portando nella giornata di ieri all'esondazione del fiume Salso. Terreni devastati in mattinata anche nell'area delle Madonie, dove resta l'allarme rosso. Intanto, per la prossima settimana i meteorologici segnano ancora allerta in quasi tutta la Penisola.

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