Valanga sul campo base: morti 9 alpinisti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:11

Tragedia in montagna. Almeno nove alpinisti sono morti la notte scorsa quando una violenta tempesta di neve ha investito il loro campo base sulle pendici del monte Gurja, nel Nepal occidentale. Lo ha riferito l'organizzatore della loro spedizione, citato dall'Himalayan Times online.

Valanga

Secondo Wangchu Sherpa, direttore della Trekking Camp Nepal, le vittime sono cinque sudcoreani, della Koreanway Gurja Himal Expedition 2018, tra cui il team leader Kim Chang-ho, e quattro nepalesi che facevano parte della stessa spedizione. Kim Chang-ho è stato il primo alpinista sudcoreano a raggiungere la vetta di tutte le 14 montagne del mondo più alte di ottomila metri senza l'ausilio di bombole di ossigeno. Aveva 48 anni.

A causare la tragedia, scrive ancora l'Himalayan Times ripreso da Ansa, è stata una valanga causata da una tempesta di neve, che ha devastato e di fatto sepolto il campo base degli alpinisti, a 3.500 metri di quota. Sul luogo questa mattina è stato inviato un elicottero dei soccorsi, che però ha incontrato molte difficoltà a causa delle cattive condizioni meteo che ancora imperversano attorno al monte Gurja, la cui vetta raggiunge i 7.193 metri.

Kim Chang-ho

“Un consiglio ai giovani? Fate qualcosa che vi fa battere il cuore e vi regala gioia. Metteteci passione, e non mollate mai, come ho fatto io. e non scordate di sfidare voi stessi, continuamente”. Furono queste le parole di Kim Chang-ho nel 2013, all'indomani della scalata dell’Everest senza ossigeno che concludeva il ciclo dei 14 ottomila, facendolo entrare nella storia dell'alpinismo. Fu infatti il primo della sua nazione ad averlo fatto senza ossigeno ed è stato, nella storia, il più veloce di tutti riuscendo a concludere il progetto in 7 anni, 10 mesi e 6 giorni.

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