Traffico di ossa online, denunciati 3 professionisti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:55

I carabinieri del comando milanese di Porta Monforte hanno sgominato un traffico illegale di ossa umane per il quale ora risultano indagate tre persone. Si tratta di tre professionisti, un ingegnere, un commercialista ed un tecnico informatico, di quarant'anni e senza precedenti criminali che vendevano via internet i teschi e gli scheletri.

Gli indagati

Non formavano una banda: ognuno agiva in proprio, rifornendosi in Repubblica Ceca e rivendendo in Svizzera e negli Stati Uniti. Un commercio internazionale per il quale ora, oltre alla denuncia, rischiano anche una sanzione amministrativa. Convinti di non commettere reato, i tre pubblicavano tranquillamente annunci sui social network in cui reclamizzavano il materiale in loro possesso per il quale arrivavano a farsi pagare anche 100 euro a pezzo. 

L'origine dell'inchiesta

Le indagini dei militari sono partite dalla segnalazione degli spedizionieri dell'azienda Ups che, passando i pacchi postali destinati verso gli States ai raggi X, hanno fatto la macabra scoperta ed hanno deciso di avvertire le forze dell'ordine. Il materiale sequestrato ora si trova  presso l'Istituto di Medicina Legale e dell'Università di Milano.

Le perquisizioni

Le indagini hanno portato i militari ad individuare chi aveva spedito i pacchi e, dalla successiva perquisizione delle loro rispettive abitazioni, sono emerse decine di tibie, peroni, crani e alcuni scheletri interi. Tutti provenienti dalla Repubblica Ceca e destinati ad essere venduti attraverso il web. Da parte loro, gli indagati sostengono di essere collezionisti appassionati e negano qualsiasi legame con l'ambiente satanista. Gli inquirenti milanesi hanno avviato contatti con l'Interpol per cercare di capire chi ha trafugato i cadaveri in Repubblica Cera per poi vendere le ossa ai tre italiani denunciati. Il materiale sarebbe stato sottratto dall'ossario di un cimitero di Praga. Dai primi accertamenti, sembrerebbe che le ossa siano piuttosto datate ma la certezza potrà fornirla soltanto il laboratorio forense del capoluogo lombardo diretto dalla dottoressa Cristina Cattaneo che si sta occupando delle analisi.

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