MARTEDÌ 06 SETTEMBRE 2016, 16:21, IN TERRIS

TRAFFICO DI MIGRANTI SU AUTO PRIVATE PER LA ROTTA BALCANICA: 21 ARRESTI

I profughi che si rivolgevano all'organizzazione criminale erano considerate "degli animali" da spostare. In alcune intercettazioni telefoniche sono stati definiti degli "agnelli"

AUTORE OSPITE
TRAFFICO DI MIGRANTI SU AUTO PRIVATE PER LA ROTTA BALCANICA: 21 ARRESTI
TRAFFICO DI MIGRANTI SU AUTO PRIVATE PER LA ROTTA BALCANICA: 21 ARRESTI
E' stata sgominata dalla Polizia di Stato - Servizio centrale operativo (Sco) e squadra mobile di Como -, in collaborazione con la polizia di Svezia, Belgio e Francia, un'organizzazione dedita la traffico di migranti. Le custodie cautelari in carcere sono state eseguite per 21 persone accusate del reato di favoreggiamento all'immigrazione clandestina, aggravato dal carattere transnazionale delle condotte criminose.

Le indagini sono state avviate nell'ottobre del 2015 e hanno permesso di raccogliere indizi contro un gruppo composti da 16 siriani, 2 tunisini, un libanese ed un egiziano che hanno organizzato il trasferimento dall'Ungheria, soprattutto verso l'Austria e la Germania, di centinaia di migranti, in maggioranza siriani che erano in fuga dalla guerra che si sta combattendo nella loro terra.

L'inchiesta ha permesso, tra le altre cose, di ricostruire le attività e le dinamiche criminali del gruppo che, approfittando dell'imponente flusso migratorio registratosi lo scorso anno sulla rotta balcanica, ha realizzato un complesso meccanismo per il trasporto degli stranieri con vetture e furgoni privati. Gli indagati, infatti, hanno impiegato circa 300 veicoli intestati a diverse società di comodo, avvalendosi di una vasta rete di passeur, di varie nazionalità (anche italiana), un centinaio dei quali già identificati e, in parte, arrestati, in flagranza di reato.

A finire nella rete dei trafficanti erano soprattutto migranti siriani, che pagavano anche 500 euro a testa per il viaggio. Venivano caricati su auto e furgoni ai quali, molto spesso, mancavano le minime garanzie di sicurezza. Per i passeur i profughi che si rivolgevano a loro, erano solo degli "animali" da trasportare, in alcune intercettazioni telefoniche sono anche stati definiti degli "agnelli".

L'inchiesta ha avuto origine a Como, ma ben presto si è appurata la vastità di azione dell'organizzazione criminale. Per questo è stato creato un'apposito pool composto dagli uomini della questura, della procura, della Direzione distrettuale antimafia, di Europol e Eurojust, della polizia di Roma, e anche delle competenti autorità austriache, tedesche e ungheresi.
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