MERCOLEDÌ 13 GIUGNO 2018, 16:45, IN TERRIS


ROMA

Torna in Italia il "re" del narcotraffico col Sudamerica

Estradato il boss della Camorra Pasquale Fiorente. Tra i suoi corrieri anche la "dama bianca"

REDAZIONE
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L'arrivo di Fiorente a Fiumicino
L'arrivo di Fiorente a Fiumicino
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 rientrato in Italia da Santiago del Cile Pasquale Fiorente, personalità di spicco della Camorra, uno dei "re" del narcotraffico, arrestato nel dicembre 2016 nella capitale cilena a seguito di un mandato di cattura internazionale. Ad accompagnarlo gli uomini del Servizio per la Cooperazione internazionale di polizia (Scip). 


Boss

Quarant'anni, originario di Torre Annunziata (Napoli), Fiorente era dedito al traffico di stupefacenti dal Sudamerica all'Italia, attraverso voli settimanali. La droga era trasportata tramite un sistema di trolley. Fra i corrieri utilizzati in passato figura il nome di Federica Gagliardi, la "dama bianca" arrestata nel 2013 all'aeroporto di Fiumicino con 25 kg di cocaina nel borsone da viaggio. La partita era destinata ad Alessandro Fiorente, fratello e socio d'affari di Pasquale. 


La latitanza

Negli anni Fiorente si era assicurato la latitanza in sudamerica grazie a un sistema di connivenze con ambienti locali e ad identità false, "garantite" da documenti contraffatti. Il nome più utilizzato dal narcotrafficante sarebbe stato quello di Pier Paolo Colonnello Vargas. Pseudonimo che sarebbe la combinazione del nome di battesimo del giudice napoletano che indagava su di lui (Pier Paolo), del grado di "colonnello" (in spregio alle forze dell'ordine) e del cognome Vargas, omaggio al calciatore Eduardo Vargas, con trascorsi nel Napoli di cui Fiorente è grande tifoso. Durante la sua attività - svolta insieme ai cartelli criminali di Messico, Repubblica Dominicana, Bolivia e Brasile - sarebbe riuscito a far arrivare in Italia tra gli 800 chili e la tonnellata di stupefacenti.


L'arresto

Al momento dell'arresto, eseguito dall'Interpol, Fiorente aveva con sé 50 kg di cocaina. Condannato a 5 anni in Cile ha scontato i primi mesi nel carcere di Iquique. Qui, tuttavia, ha tentato più volte l'evasione grazie ai legami con i clan locali che hanno assaltato il penitenziario a colpi di kalashnikov. Successivamente è stato trasferito nel carcere di massima sicurezza di Santiago del Cile. La sua estradizione è stata curata dal personale dell'Interpol di Roma. Dopo l'arrivo a Fiumicino è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli. Nei suoi confronti sono state emesse 3 ordinanze di custodia cautelare. 

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