Thomas Cook in bancarotta: 600mila turisti bloccati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:05

Nessun buen retiro per Thomas Cook. Non potrà andare in vacanza dopo 178 anni di lavoro. L'agenzia turistica britannica è fallita nella notte tra domenica 22 e lunedì 23 settembre, mentre cercava di raggiungere un accordo per il salvataggio e raccogliere finanziamenti per 200 milioni di sterline. L'obiettivo non è stato raggiunto e la società è entrata in bancarotta. L'effetto è stato duplice: sono state sospese le azioni sul mercato al London Stock Exchange e sono state dichiarate cancellate tutte le vacanze e tutte le prenotazioni. Centinaia di migliaia turisti si trovano bloccati nelle località, abbandonati dall'operatore turistico. “Abbiamo lavorato negli ultimi giorni per risolvere le questioni in sospeso al fine di arrivare a un accordo per garantire Thomas Cook, i suoi dipendenti, i clienti e i fornitori. Sebbene un accordo fosse stato ampiamente concordato, ulteriori richieste negli ultimi giorni di trattative hanno rappresentato una sfida che alla fine si è rivelata insormontabile”, ha detto l'amministratore delegato Peter Fankhauser. In tutta risposta, uno degli azionisti, il gruppo cinese Fosun, si è “dichiarato deluso” che la Thomas Cook non sia riuscito a trovare i soldi per la propria ricapitalizzazione. La società asiatica aveva già versato la metà dei 900 milioni per il piano di salvataggio del gruppo inglese. Il tour operator britannico aveva registrato una perdita da quasi 1,5 miliardi di sterline nei suoi conti trimestrali presentati a maggio e subiva le incertezze sulla Brexit, la forte concorrenza delle piattaforme Internet e dei voli low cost. Adesso è a rischio il posto di di lavoro di 21mila dipendenti, di cui 9mila solo nel Regno Unito.

La situazione

Sono circa 600mila le persone che avevano organizzato le proprie vacanze affidandosi alla Thomas Cook. In tutte le parti del mondo, dalla Turchia alla Scandinavia ai Caraibi. Solo tra britannici e tedeschi insieme sono più di 300mila. Adesso i turisti si trovano abbandonati a se stessi nelle loro mete o non possono raggiungerle. Risulterebbero bloccati in Nord Europa, tra Norvegia Svezia Finlandia e Danimarca, 6.500 persone. Nel Mediterraneo, 46 voli sulle Baleari e sulle Canarie sono stati cancellati, mentre in Sicilia le persone coinvolte sarebbero 200. In Grecia sono 50mila i turisti bloccati e il presidente della filiale di Creta della Thomas Cook Michail Vlatakis ha parlato in questi termini del contraccolpo economico che subirà il paese: “Un terremoto di magnitudine 7 per la Grecia, e lo tsunami deve ancora arrivare”. Il presidente di Federalberghi della Turchia Osman Ayik avrebbe detto all'agenzia Reuters che il paese potrebbe accusare un calo di 700mila presenze all'anno, ha inoltre aggiunto che la società inglese deve saldare i conti con i piccoli esercizi turistici turchi.

La via del ritorno

Ci si arrangia come si può. In Inghilterra, il Dipartimento dei trasporti inglese in accordo con l'Aviazione civile britannica darà vita a quella che è già stata definita la più grande operazione di rimpatrio in Gran Bretagna del Secondo dopoguerra. Per due settimane, fino a lunedì 6 ottobre, saranno riportati a casa i 150mila turisti inglesi bloccati ai quattro angoli del pianeta. La decisione, ridenominata “Project Matterhorn”, costerà almeno 100 milioni di sterline ed è resa possibile dall'Air Travel Organiser's Licence, un'assicurazione che copre i pacchetti di viaggio acquistati presso agenzie con sede nel Regno Unito. Il primo ministro britannico Boris Johnson ha dichiarato che salvare Thomas Cook con gli aiuti di Stato sarebbe stato un “azzardo morale“, perché poi altre società si sarebbero aspettate lo stesso trattamento, e “faremo di tutto per far rientrare i turisti a casa”. Intanto la filiale belga della società, in attesa che anche nel paese ne venga dichiarato il fallimento, continua a operare pur senza prendere prenotazioni, mentre la compagnia aerea tedesca controllata dalla Thomas Cook, Condor, ha chiesto un prestito al governo tedesco. Pare che il land dell'Assia voglia concederglielo. 

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