Terremoto Amatrice, imprenditore intercettato ride pensando agli affari futuri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:27

Amatrice come L’Aquila. Il terremoto che ha distrutto il Centro Italia nel 2016, esattamente come quello avvenuto in Abruzzo 7 anni prima, fa registrare un imprenditore che ride. Durante il sisma del 2009 venne intercettato Francesco Piscicelli, oggi Vito Giuseppe Giustino, un 65enne di Altamura (paese in provincia di Bari), presidente del Cda della società cooperativa l’Internazionale, intercettato nella nuova inchiesta della Procura dell’Aquila su presunte mazzette nella ricostruzione pubblica della città. Nell’ordinanza, il Gip scrive: “Ride”.

L’intercettazione

Giustino, agli arresti domiciliari, viene intercettato mentre è al telefono con il geometra della sua stessa ditta, Leonardo Santoro, anche lui ai domiciliari. Annuisce a ride parlando dei futuri cantieri, in particolare quelli di Amatrice. Santoro – si legge nell’ordinanza – gli racconta quello che ha raccontato a Lionello Piccinini, un dipendente del Mibact Abruzzo, a sua volta ai domiciliari, dopo il terremoto dell’agosto dello scorso anno: “Se ti posso essere utile, voi fate l’elenco, mo’ dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione“, dice Santoro a Giustino, che ride più volte. “Siamo strutturati, abbiamo una struttura potentissima e abbiamo bisogno di fare qualcosa per tenerci attivi. Abbiamo chiuso un po’ di cantieri e abbiamo diciamo una cinquantina di unità lavorative che non so dove c***o mandarle“.

L’ordinanza

Nelle 183 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice Giuseppe Romano Gargarella, si apprende che dopo le nuove scosse di terremoto “gli imprenditori monitorati da questo ufficio, tra i quali hanno assunto un comportamento particolarmente cinico i rappresentanti della società l’Internazionale, hanno cercato nuovi incarichi, grazie ai rapporti diretti con i pubblici funzionari”. Il Gip evidenzia come Santoro spiegava al suo datore di lavoro “che presso il Mibact era stata creata un’unità di crisi per valutare i danni ai beni architettonici. Giustino, sentite le parole del Santoro – prosegue Gargarella – ha riso in maniera beffarda della nuova situazione venutasi a creare, in quanto per l’impresa il nuovo sisma non avrebbe potuto che portare nuovi introiti, tanto più se l’appoggio di Piccinini e Marchetti (altri due arrestati, ndr), funzionari del Mibact e inseriti nell’unità di crisi, non sarebbe venuto meno”.

Pirozzi: “Generosità annulla risate degli speculatori”

Ad Amatrice, nel frattempo, riaprono i primi locali. “Il 29 luglio per noi è una data importante perché otto attività si rimettono in pista, con persone che lavoreranno dentro, al di là delle famiglie, in attesa che la Regione consegni gli esercizi commerciali in tempo”. Sono le parole del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, che ai microfoni di SkyTg24 commenta le intercettazioni: “Noi ci siamo rimessi in pista grazie alla generosità di tutta Italia, perché se non ci fossero state le donazioni noi non avremmo potuto ripartire. E questo annulla che ride e specula sulle disgrazie“.

 

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