Termoli, chiude il punto nascite dell'ospedale San Timoteo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:51

Ealla fine, nonstante le proteste, è arrivata la chiusura. Stiamo parlando di un importante punto nascite, quello dell'ospedale San Timoteo di Termoli (Campobasso). La notizia è divenuta ufficiale quando i Commissari Angelo Giustini e Ida Grossi hanno firmato l’atto che, di fatto, revoca il diritto fondamentale, quello alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione Italiana, ad avere una struttura sanitaria dove poter far nascere i propri figli. Nella struttura ospedaliera rimarrà aperta la Uoc di ginecologia e l'ambulatorio di Ostetricia per i controlli ed esami periodici in gravidanza. Inoltre le autorità hanno fatto sapere che dal 30 giugno non si riceveranno più nuovi ricoveri e fino al 7 luglio verrà smaltita l'attività del punto nascita. 

Le reazioni

“Voglio nascere a Termoli” è la manifestazione che sta organizzando un folto gruppo della comunità locale, dopo aver appreso la notizia. A quel punto si sono scatenate le reazioni sui social, con rimpalli su Whatsapp. Un vortice di rabbia, disperazione ed incredulità in città che ha alimentato critiche feroci, con accuse alla politica ed ai vertici sanitari. Poi invece alcune madri hanno lanciato l’idea di organizzare qualcosa per ribadire il loro secco “No” alla chiusura del reparto. Dunque il prossimo lunedì, primo luglio a partire dalle ore 10, andrà in scena una mega manifestazione delle tante deonne che hanno deciso di far sentire la propria voce. E ribadire la contrarietà alla chiusura del reparto nascite. Già pronti cartelli, striscioni e bambini in braccio alle madri che sono decise a combattere per l’ultimo baluardo di speranza rimasto. “E ora dove farò nascere mio figlio?”. È questa la domanda più diffusa tra le madri che, dopo aver iniziato il loro percorso preparto all’interno della struttura termolese, saranno costrette a migrare verso Campobasso, Vasto o Foggia per mettere alla luce le nuove vite. 

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