Supernovae, trovato un errore nei calcoli: salva la teoria dell’espansione accelerata

Un nuovo studio corregge un errore sulle supernovae e conferma che l’universo continua a espandersi in modo accelerato grazie all’energia oscura

Foto di Jeremy Thomas su Unsplash

Una nuova ricerca internazionale mette fine ai dubbi sollevati nel 2025 sul possibile rallentamento dell’espansione dell’universo. Analizzando nuovamente i dati sulle supernovae di tipo Ia, gli scienziati hanno individuato un errore nei calcoli che aveva portato a mettere in discussione il ruolo dell’energia oscura. I risultati confermano invece che il cosmo continua a espandersi a un ritmo accelerato, rafforzando una delle teorie più solide della cosmologia moderna.

Nuovi dati smentiscono l’ipotesi del rallentamento cosmico

L’espansione dell’universo non sta rallentando, come aveva ipotizzato uno studio pubblicato nel 2025: lo indicano i nuovi dati pubblicati dall’Università britannica di Southampton sulla stessa rivista, Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. La ricerca è firmata anche dai Nobel per la Fisica Adam Riess e Brian Schmidt, premiati nel 2011 insieme a Saul Perlmutter proprio per la scoperta dell’espansione accelerata dell’universo.

L’errore nei calcoli sulle supernovae

La nuova ricerca ha individuato un errore nei calcoli relativi all’età delle supernovae, le esplosioni stellari utilizzate dagli astronomi come fari cosmici per misurare la distanza delle galassie. Viene così smentita l’ipotesi secondo cui l’espansione dell’universo starebbe rallentando e si conferma che non ci sono difetti nella teoria, ampiamente accettata dalla comunità scientifica, secondo cui la forza misteriosa rappresentata dall’energia oscura stia guidando l’espansione del cosmo.

Wiseman: «La nostra comprensione del destino dell’universo resta solida»

“Le misurazioni precedenti, ampiamente accettate, erano in realtà corrette e la nostra attuale comprensione del destino dell’universo rimane solida”, afferma Phil Wiseman, che ha guidato lo studio. “Per fortuna abbiamo scongiurato questa crisi, ma il mistero sul perché l’universo continui ad espandersi a un ritmo accelerato rimane. Dimostrando la correttezza delle nostre misurazioni – continua Wiseman – possiamo tornare a cercare di capire cosa sia realmente l’energia oscura, invece di chiederci se esista”.

Perché le supernovae di tipo Ia sono fondamentali

Tutto ruota attorno alle supernovae di tipo Ia, originate dall’esplosione di nane bianche: queste supernovae possiedono profili di luminosità caratteristici che le rende delle ottime ‘candele standard’ dell’universo, cioè punti di riferimento per stimare le distanze cosmiche.

La conferma della teoria dell’energia oscura

Lo studio del 2025 aveva minacciato questa assunzione sostenendo che, con l’invecchiamento dell’universo, la luminosità delle supernovae di tipo Ia fosse cambiata, inducendo gli astronomi in errore. Ma la nuova ricerca ha individuato un errore nel modo in cui era stata stimata l’età di queste stelle. “Le affermazioni straordinarie richiedono verifiche particolarmente accurate”, conclude Riess.

Fonte Ansa

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