Suicida dopo ricatti per video hard: 3 indagati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:17

A poco più di un anno dalla morte di Tiziana Cantone, la 31enne di origini napoltane che si è suicidata dopo la diffusione in rete di un suo video a luci rosse, la storia sembra ripetersi. Questa volta però la vicenda si sarebbe verificata in Sardegna, dove la procura di Tempio Pausania ha iscritto nel registro degli indagati tre persone per il suicidio di Michela Deriu, barista 22enne di Porto Torres (Sassari), avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 novembre nell'abitazione di un'amica alla Maddalena

Gli indagati

A finire nel mirino degli inquirenti sarebbero tre amici di Michela. Le accuse ipotizzate dal procuratore Gianluigi Dettori nei loro confronti sono istigazione al suicidio, diffamazione aggravata e tentata estorsione. Infatti, la giovane barista sarebbe stata ricattata con la minaccia della diffusione di un video hard che i carabinieri di Olbia e Porto Torres avrebbero rintracciato. 

Un'aggressione mai denunciata e poi il suicidio

Michela Deriu si è tolta la vita nella notte tra il 4 e il 5 novembre scorso alla Maddalena, in casa di un'amica. Gli inquirenti, fin da subito avevano ipotizzato che dietro al suicidio delle giovane barista ci fossero dei punti oscuri da chiarire e avevano deciso di aprire due indagini parallele: una per la rapina che la ragazza aveva subito e l'altra per il suicidio. La giovane, pochi giorni prima di uccidersi, aveva raccontato di aver subito un'aggressione e di essere stata narcotizzata nella propria abitazione da un gruppo di persone che le avevano sottratti i risparmi, circa mille euro. Una vicenda, mai denunciata formalmente, che ha assunto particolare importanza alla luce di quanto accaduto poi e su cui i carabinieri di Porto Torres e la procura di Sassari avevano aperto un'inchiesta. Dalle verifiche è spuntato un video a luci rosse con protagonista la giovane barista. Un filmato girato in un contesto sessuale che, secondo i primi riscontri dell'inchiesta, sarebbe stato utilizzato da tre conoscenti della vittima per ricattarla. Si tratta di tre giovani di Porto Torres che Michela Deriu era solita frequentare. 

 

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