Strage in Canada: nove vittime, morta anche l’autrice della sparatoria

Il bilancio del fatto di sangue nel paesino di Tumbler Ridge, nella Columbia Britannica, è di nove vittime: 7 studenti e la madre e il fratellastro dell'autrice del gesto, che è stata trovata morta

Il Canada sconvolto dalla strage di massa in una scuola, a quasi quarant’anni dall’ultima volta. Nove persone sono morte nella sparatoria che avvenuta a Tumbler Ridge, paesino della British Columbia. Tra le vittime, sette studenti della scuola secondaria locale e la madre e il fratello della persona identificata dalla polizia come autrice della sparatoria, trovata anch’essa senza vita. Non è ancora chiaro il movente. In Canada risulta registrato oltre un milione di armi. Il primo ministro canadese Mark Carney ha sospeso i suoi appuntamenti. Vicinanza dal resto del mondo: Re Carlo, capo di Stato canadese, e la famiglia reale, hanno espresso le proprie condoglianze. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha parlato di “dolore e sgomento”. “L’Europa vi è accanto”, così la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Le vittime

Shock e orrore in Canada dove la violenza delle armi da fuoco è tornata a colpire in una scuola quando una ragazza transgender di 18 anni ha ucciso a colpi di arma da fuoco nove persone in un paesino remoto ai piedi delle Montagne Rocciose. Prima aveva ammazzato anche la madre e il fratello. Non succedeva da quasi quarant’anni, da quando, nel 1989, 14 studenti vennero trucidati in un liceo di Montreal. Una scena drammatica si è presentata al sovrintendente Ken Floyd della Royal Canadian Mounted Police: sette cadaveri sono stati trovati nella Tumbler Ridge Secondary School, tra cui quello dell’autrice della sparatoria. Un’altra vittima è morta nel trasporto in ospedale, mentre 25 hanno riportato ferite: quasi tutti lievi, tranne Maia, 12 anni, che lotta per la vita dopo esser stata ferita alla testa e al collo.

Le reazioni

Il primo ministro canadese Mark Carney, “devastato” e visibilmente turbato, ha sospeso gli appuntamenti, tra cui la partecipazione venerdì a una Conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera, per riferire in Parlamento. La sparatoria ha provocato unità nazionale e cordoglio internazionale: Re Carlo, ufficialmente capo dello stato canadese, con la Regina Camilla, il figlio William e la nuora Kate, ha offerto “condoglianze dal cuore”, mentre il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha espresso “dolore e sgomento”. “L’Europa vi è accanto”, ha detto la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Le indagini

La polizia ha identificato l’autrice della sparatoria in Jesse Van Rootselaar, nata biologicamente maschio e che circa sei anni fa aveva scelto di identificarsi come donna. Il capo della polizia ha ammesso di non aver idea del movente della donna.

Precedenti

Le stragi di massa sono rare in Canada, ma l’attacco a Tumbler Ridge, un paesino di 2.400 abitanti così remoto che i cellulari non funzionano 30 secondi dopo aver lasciato l’abitato, è stato il secondo episodio mortale nella Columbia Britannica in meno di un anno, dopo che lo scorso aprile un uomo si è lanciato con l’auto sulla folla. Nel 2020, in risposta alla peggiore sparatoria nella storia del Canada – un uomo travestito da agente della Royal Canadian Mounted Police uccise 23 persone – il governo federale adottò una serie di riforme, tra cui il divieto di 1.500 tipi di armi d’assalto, poi ampliato con lo stop della vendita di pistole.

Le armi

Era stato inoltre introdotto un programma nazionale di riacquisto per fucili d’assalto di tipo militare, ma la misura si rivelò politicamente divisiva e difficile da attuare. In Canada restano circa 1,3 milioni di armi registrate. Tantissime a Tumbler Ridge dove, ha detto uno dei professori del liceo, Jarbas Noronha, “siamo quasi tutti cacciatori”. Con gli studenti di meccanica, Noronha è rimasto barricato per ore in un garage della scuola. Quinn Campbell, una dodicenne, ha descritto il terrore provato quando è rimasta chiusa in palestra al buio mentre risuonavano gli spari. Una volta tornata la calma, gli studenti sono usciti con le mani alzate in un rituale che negli Usa, dove le stragi a scuola sono assai più frequenti, è diventato tragicamente comune dai tempi dell’assalto alla Columbine High School in Colorado il 20 aprile 1999.

Fonte Ansa

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: