Spagna, scarcerati due dei tre giovani che hanno pestato a morte Niccolò Ciatti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:28

Scarcerati due dei tre ceceni che nei giorni scorsi hanno pestato a morte Niccolò Ciatti, in una discoteca a Lloret de Mar, in Spagna. Una notizia che ha alimentato ancora di più lo sdegno e la rabbia del padre del giovane, e del sindaco di Scandicci, paese in cui Niccolò viveva.

Luigi Ciatti: “Sono professionisti del male”

In un’intervista al Tg3 Toscana, Luigi Ciatti, rispondendo alla domanda se anche gli altri due dovrebbero essere arrestati, ha risposto: “Certo, che abbiano le loro conseguenze per quello che hanno fatto. Perché evidentemente dalla polizia spagnola scappavano e non credo scappassero tanto per fare. Evidentemente, qualcosa avevano da nascondere”. “Penso siano dei professionisti del male – ha aggiunto -. Non posso dire che queste persone siano così indifferenti – riferendosi ai due usciti dal carcere – perché erano loro che tenevano lontano i suoi amici dal cercare di aiutare Niccolò. E quindi non mi sembra che siano così brave persone o così bravi”. Poi, tra le lacrime, ha concluso: “Ci manca sempre Niccolò, ci manca. Sa cosa facciamo, andiamo a odorare il suo cuscino per sentire il suo odore”.

Il sindaco di Scandicci: “Vogliamo giustizia”

“Non conosco le procedure legali. Ma quello che chiede la nostra comunità e quello che chiede la famiglia, che ho incontrato stamane, è che sia fatta giustizia per un delitto così efferato e insensato”. Così Sandro Fallani, sindaco di Scandicci, comune alle porte di Firenze ha commentato stamane la notizia, riportata dai media locali, secondo cui due dei tre aggressori sarebbero stati messi in libertà dal giudice. In libertà faranno ritorno in Francia dove vivono come richiedenti asilo. Nel frattempo la famiglia Ciatti è rientrata in Italia. Mercoledì sera è prevista una veglia a Scandicci in memoria di Niccolò.

L’aggressione

Dalle analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza della discoteca, si capisce che a causare la morte del ragazzo toscano è stato un violentissimo calcio assestato in pieno volto, mentre era già a terra. “Non sono essere umani ma bestie che hanno ammazzato mio figlio come un sacco di patate – aveva detto nelle scorse ore il papà, Luigi Ciatti -. Non posso dire neanche come un cane perché neanche un cane si merita una fine così”. Inutile la corsa in ospedale. Per Niccolò non c’era più nulla da fare, l’emorragia interna causata dai colpi non gli ha lasciato scampo. La polizia, che sta lavorando per fare luce sul passato degli aggressori, non avrebbe dubbi, hanno riferito i media locali, sul fatto che si tratti di persone con una formazione paramilitare.

Nessuno è intervenuto

Ma ciò che ha infiammato l’opinione pubblica, alimentando la rabbia di molti, è il fatto che nessuno dei presenti, nemmeno i buttafuori della discoteca, siano intervenuti a bloccare il pestaggio. “La cosa triste – ha denunciato il padre di Niccolò – è che tutti sono stati a guardare impotenti, sarebbe bastato che forse qualcuno intervenendo poteva risparmiargli quelle pedate sulla testa, quelle botte al cuore che me l’hanno ammazzato”. In base alla ricostruzione delle autorità spagnole, prima ci sarebbe stata una discussione che si sarebbe trasformata in un’ aggressione in tre contro uno. Niccolò è morto tra le braccia degli amici che erano in vacanza con lui e che lo hanno soccorso trovandolo già privo di coscienza, steso sulla pista da ballo.

Il ricordo di Scandicci

“Un ragazzo d’oro, gran lavoratore”. Così hanno ricordato Niccolò i commercianti del mercato fiorentino di San Lorenzo, dove il giovane gestiva un banco di ortofrutta insieme alla zia. Oggi, sulla sua bancarella c’erano delle orchidee bianche e delle foto accanto alla scritta “Chiuso per grave lutto”. In molti al mercato lo piangono, anche clienti abituali che avevano imparato ad amare quel ragazzo “sempre sorridente con tutti”, con la passione per le discoteche e per la box. Oggi a mezzogiorno il Comune di Lloret de Mar ha ricordato Niccolò con un minuto di silenzio. Il sindaco della cittadina turistica, Jaume Dulsat, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nel processo contro i tre arrestati.

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