Si pentono due boss: nuovo colpo alla mafia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:07

Ci sono anche Leandro Greco, detto “Michele”, (come il nonno, il “Papa” di Cosa Nostra), capo dello storico mandamento di Ciaculli e Calogero Lo Piccolo (figlio del bosso Salvatore), la vertice del mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale fra le sette persone fermate nell'ambito di una nuova operazione della Dda di Palermo dopo quellla che lo scorso 4 dicembre aveva portato allo smantellamento della ricostituita Commissione provinciale.

Boss

Greco e Lo Piccolo erano esponenti di spicco della Cupola, avevano stabilito un asse per rilanciare l'organizzazione: c'erano anche loro alla riunione della “Commissione” del 29 maggio che ha fissato le regole dell'organismo direttivo. Fermati pure Giovanni Sirchia, esponente di spicco della cosca di Passo di Rigano, che ha partecipato attivamente all'organizzazione del summit; nonché Giuseppe Serio, Erasmo Lo Bello, Pietro Lo Sicco e Carmelo Cacocciola, cui sono state contestate anche diverse estorsioni.

Pentiti

Un seguito, dunque, dell'operazione “Cupola 2.0”, reso possibile dalla recente collaborazione dei capi mandamento Francesco Colletti e Filippo Bisconti: i due hanno ammesso il loro ruolo ai vertici di Villabate e Belmonte Mezzagno; poi hanno confermato la riorganizzazione della Commissione provinciale, specificando le dinamiche interne, fornendo importanti elementi su Greco e Lo Piccolo, spiegando di avere preso parte al summit che voleva ridare vigore alla “Cupola”. 

Intercettazioni

Dalle intercettazioni c'è la certificazione del ruolo dei fermati: in un colloquio in carcere i fratelli Giuseppe e Giovanni Di Giacomo lo dicono chiaramente: “Ora a Ciaculli c'è il nipote”. Ambizioni antiche, ma anche affari a ogni livello: la messa a posto per gli appalti con la classica percentuale del 3% che vedono impegnati in un colloquio captato due dei fermati di oggi, Carmelo Cacocciola ed Erasmo Lo Bello; e le imposizioni di “regole di mercato” mafiose: “Qua a Mondello, frutti di mare non ne puoi vendere”. La mafia, quella di sempre. In azione i carabinieri del Roni e del Comando provinciale, nonché della Squadra mobile.

Il precedente

L'operazione “Cupola 2.0” il 4 dicembre aveva inferto un colpo decisivo all'intero gotha della mafia di Palermo, pilastri della rinnovata Commissione provinciale. Tra i 47 fermati di allora, il nuovo capo della 'Cupola', l'80enne gioielliere Settimo Mineo (capo mandamento di Pagliarelli), prescelto quale più anziano tra i capi mandamento, e una parte dei componenti della Commissione, come Gregorio Di Giovanni (capo mandamento di Porta Nuova), e i due boss pentiti Colletti e Bisconti che continuano a parlare e a fare nomi. Trema Cosa nostra e la sua rete di complicità.

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