Si lancia dal quinto piano dopo lite con la madre per il computer

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:10

Itermine giapponese “hikikomori” si traduce con “stare in disparte”, dunque isolarsi. Una condizione che può durare mesi ma anche anni secondo gli studiosi. L'ultima drammatica vicenda inerente questa sindrome proviene da Torino, per la precisione da Mirafiori. Qui sabato scorso, un ragazzo di 19 anni si è lanciato dal quinto piano della sua abitazione, in seguito all'ennesimo litigio con la madre, che gli ha tolto la tastiera da sotto le mani. Il giovane ha dunque reagito buttandosi dalla finestra. I sanitari del 118, intervenuti sul posto assieme alla Polizia, hanno constatato che il ragazzo era ancora vivo. Adesso si trova ricoverato in gravissime condizioni al Cto della città piemontese. È intubato, con politraumi multipli: faccia, cranio, vertebre. La prognosi è riservata.

Gli hikikomori

Secondo le utlime stime in Italia sono circa 100mila. Ed hanno dai 15 ai 30 anni. Questi ragazzi vivono chiusi nelle loro abitazioni, nei casi più gravi dentro le proprie camere, di fronte ad un computer od uno smartphone. Non vanno a scuola, non lavorano, stanno chiusi in una stanza per anni senza uscire mai, neppure per una passeggiata all'aperto, auto reclusi in casa. Con difficoltà parlano a i genitori e parenti. Non hanno amici. Hanno deciso di abbandonare la società e si sono rifugiati nella rete come unico contatto “sociale”. La più grossa differenza tra Italia e Giappone riguarda lo sviluppo della sindrome, nel Paese asiatico si è arrivati anche alla seconda generazione, che comprende gli over 35. Secondo gli esperti, Internet rappresenta l'unico contatto che gli hikikomori hanno con persone estranee al loro nucleo familiare. Inoltre sono due le cause che in Italia portano allo sviluppo della sindrome: una riguarda episodi di bullismo subìti, in particolare durante le scuole medie; l’altra, invece, viene definita come il “trauma del futuro, ovvero il timore che vengano disattese le grandi aspettative dei genitori nei confronti dei figli, convinti a sviluppare l’ambizione di diventare perfetti in ogni aspetto della vita”. 

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