Si aggrava il bilancio: 1.424 morti. Almeno 1.000 i dispersi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:33

Si aggrava il bilancio delle vittime del terremoto e dello tsunami che hanno colpito l'Indonesia la scorsa settimana. L'agenzia per i disastri ha comunicato che, al momento, sono 1.424 i morti, ma la tragedia potrebbe assumere proporzioni maggiori in quanto altre vittime sono ancora sepolte da fango e detriti e non sono ancora state recuperate e i dispersi sarebbero almeno 1000.

Dopo sisma e tsunami, l'eruzione

Ma il Paese, già messo in ginocchio dal terremoto e dallo tsunami, si trova ora a dover fronteggiare una nuova calamità naturale: l'eruzione del vulcano del Monte Soputan, situato all'estremità setentrionale dell'isola di Sulawesi. L'eruzione ha rilasciato nell'aria una colonna di fumo che ha raggiunto i 6.000 metri di altezza. Le autorit, come riferito dal “Business Times”, hanno ordinato alle popolazioni nel raggio di 4 chilometri di abbandonare l'area a causa della minaccia costituita da lava e fumo. 

Gli aiuti internazionali

Sono molte le organizzazioni e i governi di altri Paesi che hanno risposto alla richiesta di aiuto lanciata dall'Indonesia per far fronte alle conseguenze del disastro. Una squadra di Malteser International, l'agenzia di soccorso internazionale dell'Ordine di Malta, è pronta a partire per l'isola di Sulawesi, mentre il Giappone ha spedito un velivolo militare delle Forze di autodifesa per aiutare a coordinare le operazioni di soccorso. Aiuti anche dal Venezuela, dove il presidente Nicolas Maduro ha stanziato 10 milioni di dollari a favore dell'Indonesia. Anche il governo italiano ha disposto un finanziamwento di emergenza a sostegno dell'azione della Croce Rossa in Idonesia, mentre la Regione Toscana si è attivata in supporto delle operazioni di assistenza in favore di chi ha perso tutto. 

La donazione del Papa

Papa Francesco, tramite il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha inviato “in questa prima fase di emergenza”, un contributo di 100mila dollari per il soccorso alle popolazioni colpite dalla catastrofe. La somma, come spiega il Dicastero, verrà ripartira tra le zono maggiormente colpite dal terremoto e dallo tsunami. 

 

 

 

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