Senegalese assassinato con 12 colpi di pistola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:53

Una vera e propria esecuzione quella di Assane Diallo, senegalese di 54 anni assassinato ieri sera a Corsico, comune poco fuori Milano dove viveva assieme alla sua famiglia. Dodici colpi di pistola, tutti andati a segno fra testa, petto e braccia, molti dei quali sparati quando Assane giaceva già inerte a terra. Una violenza alla quale le Forze dell'ordine stanno tentando di dare una risposta, scavando nel passato dell'uomo e nelle sue attuali condizioni di vita: il senegalese, sposato e con una figlia di 11 anni, lavorava come buttafuori e, stando a quanto riportato, aveva piccoli precedenti legati a denaro falso, risalenti a oltre 20 anni fa.

Un'esecuzione

L'allarme è stato dato alle 23 circa, da alcuni cittadini che avevano udito i colpi di pistola allertando immediatamente le Forze dell'ordine. Nella zona del delitto, a quanto pare, non sarebbero presenti delle videocamere di sorveglianza ma la moglie dell'uomo avrebbe riferito agli inquirenti che, la sera precedente all'omicidio, Assane aveva avuto una discussione con uomo, autore di quella che sarebbe stata definita come un'aggressione a sfondo razzista. Al momento, dunque, gli investigatori non seguono alcuna pista privilegiata anche se i contorni della vicenda sembrerebbero attinenti a quelli di un'esecuzione premeditata. Molti proiettili, infatti, sono stati secondo i primi rilevamenti esplosi da distanza estremamente ravvicinata.

Piste diverse

Le indagini della Polizia stanno interessando anche alcuni locali nei quali l'uomo aveva lavorato come addetto alla sicurezza. Sul luogo dell'omicidio, sua moglie ha ripercorso la lite intrattenuta ieri da suo marito con un uomo definito “pieno di tatuaggi”: “Lo ha seguito fino a casa e lo ha aggredito. Quando è tornato aveva le ginocchia ferite. Noi volevamo scappare da questo paese razzista, ora lo hanno ammazzato”. L'omicidio a sfondo razziale, però, non sembra aver convinto gli inquirenti che, al momento, starebbero indirizzando il loro interesse sugli ambienti della malavita, connessi allo spaccio di stupefacenti.

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