Segnali dal sottomarino scomparso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:12

E' ripartita la speranza di trovare vivo l'equipaggio del sottomarino San Juan, con cui la marina argentina non riesce a mettersi in contatto da mercoledì scorso. Ieri in tarda serata sono arrivati dei segnali di emergenza dal sottomarino, ed è partita una perlustrazione aerea e marina  al largo della Patagonia che si avvale dell'aiuto di Brasile, Gran Bretagna e Stati Uniti. Il governo di Buenos Aires, infatti, aveva chiesto la collaborazione internazionale, per non lesinare sforzi nelle ricerche. Il San Juan è della classe TR-1700 alimentata da motori diesel ed elettrici. Stava tornando da una missione di routine da Ushuaia, vicino alla punta estrema del Sud America, alla sua base nel Mar del Plata, a 400 km a sud di Buenos Aires. Il sommergibile era partito 11 giorni fa dalla base di Mar del Plata diretto proprio Ushuaia dove ha trascorso 3 giorni prima di invertire la rotta. A bordo c'è, tra gli altri, il primo ufficiale donna della flotta sottomarina argentina che conta oltre al San Juan altre 2 unità gemelle, lunghe 65 metri, con un diametro di 7.

Si è trattato, ha spiegato il governo argentino, di almeno sette “chiamate via satellite“, che si crede siano arrivate dal San Juan, tra le 10.52 e le 15.42 di sabato. I segnali, giunti al mattino presto e nel tardo pomeriggio, avevano una durata tra 4 e 36 secondi, ma le comunicazioni via satellite non hanno funzionato alla perfezione – ha riferito una fonte del ministero della Difesa a Reuters – a causa del maltempo. Con la collaborazione di una società americana specializzata in comunicazioni satellitari, si sta lavorando per determinare l'esatta posizione del posto dal quale sono stati lanciati i messaggi, e quindi del sottomarino e dei 44 membri dell'equipaggio. L'operazione è coordinata dal ministro Aguad, che ha passato l'intera giornata di sabato nella sede del ministero, dopo essere stato a Mar del Plata con le famiglie dell'equipaggio. Il ministro tiene costantemente informato delle operazioni il presidente Mauricio Macri e il capo di Stato maggiore Marcos Pena. 

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