Russia, aereo militare precipita nel Mar Nero: nessun sopravvissuto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:28

Una nuova tragedia sconvolge la mattina di Natale in Russia: l’aereo militare trimotore Tu-154, decollato da Sochi alle 5.20 del mattino (ora locale) e diretto alla città siriana di Latakia, è precipitato nelle acque del Mar Nero pochi minuti dopo la partenza. A bordo del velivolo erano imbarcate 93 persone, tra le quali 8 membri dell’equipaggio e 84 passeggeri, inclusi i 64 membri di coro e orchestra delle Forze armate russe, il noto “Aleksandrov ensamble”. L’aeromobile è scomparso dai radar della torre di controllo circa venti minuti dopo essersi staccato dal suolo. I rottami del velivolo sono stati rinvenuti su un’areale di 1,5 chilometri lungo la costa, tra i 50 e i 70 metri di profondità. Dalle prime informazioni riportate da fonti locali, alla base del disastro ci sarebbe un guasto o un errore umano, mentre le autorità russe tendono a escludere l’ipotesi di un attentato: “Una simile tesi è impossibile – ha spiegato Viktor Ozerov, Capo della commissione difesa del Senato -. L’aereo apparteneva al ministero della Difesa russo ed è precipitato nello spazio aereo del nostro Paese”. Al momento, tuttavia, gli inquirenti stanno seguendo tutte le piste, tra le quali quella del terrorismo. Le autorità confermano anche l’assenza di sopravvissuti.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha aperto una commissione d’inchiesta, presieduta dal primo ministro Dimitri Medvedev, per appurare le cause dello schianto. Secondo quanto finora pervenuto, l’aeromobile era pilotato dall’esperto comandante Roman Volkov (oltre 3 mila ore di volo nel suo curriculum). Il mezzo, invece, un Tupolev Tu-154 (uno dei 50 in attività), risultava in servizio da oltre trent’anni anche se, stando alle dichiarazioni di Sergeij Kalachnikov, vicepresidente della Commissione parlamentare sulla politica economica, questo dato non avrebbe inciso sulle sue prestazioni, trattandosi di un tempo d’utilizzo non critico. Le condizioni meteorologiche, al momento del decollo, risultavano favorevoli.

Tra le vittime del disastro anche 9 giornalisti, due dei quali inviati del canale Channel One, tre di Zvezda Tv, un dipendente di Ntv e altri tre reporter: tutti erano saliti a bordo assieme ai coristi dell'”Aleksandrov ensamble”. Assieme a loro, anche due responsabili civili e la dottoressa-missionaria Yelizaveta Glinka, conosciuta in Russia come “Doctor Liza”, membro dell’organizzazione umanitaria “Fair aid”, della quale era direttore esecutivo.

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