Rifiuti illeciti nel Nord Italia: 11 arresti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:37

Riempivano di rifiuti illeciti capannoni abbandonati nel Nord Italia e ne seppellivano altri in una cava dismessa in Calabria. Undici persone sono state arrestate questa mattina dai Carabinieri Forestali dei Gruppi di Milano, Lodi, Pavia, Torino, Napoli, Reggio Calabria e Catanzaro, che hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Milano. Gli arrestati erano tutti operanti nel settore dei rifiuti.

Operazione “Fire Starter”

Le indagini, dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, sono la prosecuzione dell'Operazione “Fire Starter” che nell'ottobre del 2018 aveva portato all'arresto di altre sei persone ritenute legate al rogo del capannone di Corteolona, località in provincia di Pavia. Il proseguo delle indagini, si legge in una nota dei carabinieri, “hanno permesso di evidenziare dinamiche di più ampia portata individuando un'organizzazione criminale, capeggiata da soggetti di origine calabrese, tutti con numerosi precedenti penali, i quali, attraverso una struttura composta da impianti autorizzati e complici, trasportatori compiacenti, società fittizie intestate a prestanome e documentazione falsa, gestivano un ingente traffico di rifiuti urbani ed industriali provenienti da impianti campani e finivano in capannoni abbandonati del Nord Italia o interrati in Calabria”. L'ultimo incendio era avvenuto pochi giorni fa a Codogno, in provincia di Lodi: è il rogo di rifiuti numero 690 negli ultimi tre anni. Come evidenziano Antonio Castaldo e Milena Gabbanelli su Corriere.it, la bonifica di roghi e rifiuti abbandonati sta diventando un corposo capitolo di spesa. Solo la Regione Lombardia negli ultimi anni ha sborsato 12,4 milioni per quattro siti dei quali non è stato possibile risalire al responsabile della contaminazione. Altri 13,5 milioni sono andati a coprire le spese di bonifica di 13 depositi pericolosi per la comunità: in questi casi i responsabili sono falliti o irreperibili, e sarà necessario affrontare un processo per il risarcimento delle spese. Secondo l’Ispra, ogni tonnellata di rifiuti data alle fiamme produce 1,8 tonnellate di anidride carbonica. Il rogo di via Chiasserini ne ha bruciate oltre 5.000 tonnellate. Quasi tutti questi impianti contenevano scarto non riciclabile del trattamento dei rifiuti, definito in gergo “sovvallo”. Nel 2017 ne sono state prodotte 37,6 milioni di tonnellate. I volumi aumentano sempre di più così come i prezzi di conferimento all’inceneritore. Secondo Borsino dei rifiuti, società di servizi specializzata, ogni tonnellata smaltita costa in media 160 euro, con picchi di 240. Cinque anni fa il costo non superava gli 80 euro.

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