Operazione antidroga a Catania: tra i pusher un bambino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:02

Maxi operazione antidroga a Catania: oltre 200 carabinieri del comando provinciale sono impegnati in un'imponente operazione. Eseguiti, finora, 36 arresti e oltre 100 perquisizioni.

L'operazione antidroga

Come riporta l'Ansa, i militari hanno passato al setaccio un intero agglomerato della periferia sud della città, il quartiere Librino, considerato il più redditizio “supermarket” della droga, a conclusione una imponente e complessa attività investigativa che ha portato all'emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 36 indagati. L'ordinanza è stata emessa dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania ipotizzando i reati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di cocaina e marijuana per conto di Cosa Nostra catanese.

Spacciatore di 6 anni

Tra gli aspetti più inquietanti emersi dalle indagini, la presenza di un pusher bambino: Cosa nostra ha usato un piccolo di 6 anni come spacciatore di droga a Catania. E' uno dei particolari resi noti durante la conferenza stampa dell'operazione, denominata “chilometri zero”, alla quale ha preso parte, tra gli altri, il procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro. “A questo bambino è stato sottratto il futuro – dicono gli investigatori -. Il bambino veniva utilizzato durante la fase di spaccio con diverse modalità”. Tuttavia, le forze dell'ordine, nel corso della conferenza, sottolinenano che cercheranno al più presto di “recuperare” il minorenne.

La vendita della droga

A rendere possibile l'operazione, le dichiarazioni dei pentiti Angelo Bombaci, ex soldato del clan Nizza, e Salvatore Bonanno, che agli inquirenti raccontano come funziona lo spaccio gestito da Cosa nostra: i pusher, quasi sempre due accompagnati da tre vedette, lavorano ininterrottamente dalle 8:00 del mattino fino alle 02:00 di notte. Il guadagno si aggira intorno ai duemila euro giornalieri, cifra frutto di almeno duecento consegne. Nelle mani degli spacciatori finiscono cento euro, settanta vanno alle vedette. Un piccolo compenso, circa 50 euro, viene dato anche ai pusher arrestati dalle forze dell'ordine, a patto che una volta scarcerati fossero nuovamente disponibili a lavorare peril gruppo, che si rifornisce di cocaina prevalentemente dal clan Nizza. Al contrario, la marijuana arriva direttamente da Saro Lombardo, mammasantissima del clan Santapaola, anche se gli inquirenti non hanno ancora ben compreso le dinamiche di questo giro. L'intera attività di spaccio avveniva proprio sotto la caserma della compagnia di Fontanarossa: dai loro uffici, infatti, sono riusciti a riprendere con delle telecamere le fasi della compravendita della droga.

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