Napoli, dimessa Noemi: la bimba vittima di un agguato per errore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:40

Adistanza di oltre un mese dalla sparatoria nella quale è stata coinvolta per sbaglio, Noemi la bambina napoletana di 4 anni è stata dimessa dall'ospedale Santobono ed è tornata a casa. La piccola che ha fatto tenere il fiato sospeso ai suoi genitori e non solo, visto che è stata in coma per sette lunghi giorni. Il primo desiderio espresso dalla piccola, appresa la notizia delle dimissioni, è stata riferita dal legale della sua famiglia. “Sono stato a trovarla un paio di giorni fa – ha raccontato – e canticchiava “Soldi”. Mi ha detto che le piacerebbe molto cantarla con Mahmood e sarebbe molto felice se lui l’andasse a trovare”. Ecco le prime testimonianza di una giovane vita che si riavvicina a piccoli passi alla “normalità“. 

La ricostruzione della vicenda 

Era lo scorso 3 maggio quando la giovanissima Noemi si è ritrovata, suo malgrado, in mezzo all'azione violenta che secondo gli inquirenti avrebbe dovuto portare all'uccisione del pregiudicato Salvatore Nurcaro. La settimana successiva sono giunti gli arresti: in manette sono finiti due fratelli, Armando e Antonio Del Re. Secondo chi indaga sarebbe stato il primo ad aver sparato il colpo che ha ferito la bambina. I due sono stati catturati in località diverse: uno a Nola, l'altro a Siena. Durante il lungo periodo che ha trascorso in ospedale la piccola Noemi ha ricevuto numerosi segnali di incoraggiamento e di affetto. Non vanno, inoltre, tralasciate le numerose visite: in particolare quella del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il periodo peggiore per la bambina è senza dubbio all spalle, ma la piccola dovrà continuare le sue cure da casa. “Prenderemo in carico Noemi in continuità assistenziale a domicilio dal giorno in cui sarà dimessa” ha dichiarato Ciro Verdoliva, commissario straordinario dell’azienda sanitaria napoletana. “Abbiamo già programmato il percorso con il Santobono. Non appena Noemi sarà dimissibile – spiega il responsabile – faremo scattare il protocollo e seguiremo il piano terapeutico di riabilitazione che i medici del Santobono ci forniranno”. 

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