Musile di Piave, 44enne uccide l’ex moglie poi confessa: “Sono stato io”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:21

E’ stata una concitata confessione telefonica quella di Antonio Ascione, un 44enne di Musile di Piave, in provincia di Venezia che, dopo aver assassinato la sua ex moglie, ha contatto i Carabinieri per ammettere quanto aveva appena commesso: “L’ho uccisa io, venite qui”. Poche parole ma sufficienti alle Forze dell’ordine per precipitarsi nell’abitazione dove la donna, 38enne, viveva assieme ai suoi due figli da circa un paio di mesi. Maria Archetta Mennella (questo il nome della vittima) era già morta da alcune ore quando i Carabinieri sono giunti sul posto, poco dopo le 7 del mattino. Secondo quanto appurato dagli investigatori, sarebbe stata uccisa con un coltello da cucina, successivamente recuperato: il suo corpo è stato rinvenuto sul letto della sua camera, vessato da molti colpi inferti con l’arma da taglio.

Il post

I figli della donna, di 9 e 15 anni, non erano fortunatamente presenti in casa al momento del delitto, perché fuori città per vacanza. La vittima, originaria di Torre del Greco e soprannominata “Mariarca”, si era separata da suo marito in quanto soggetta a ripetuti maltrattamenti tanto che, un anno fa, in un suo post su Facebook aveva scritto “No alla violenza sulle donne”. Più recentemente, sulla sua bacheca aveva condiviso un nuovo post, nel quale riportava una frase con cui condannava “la stupidità di certi uomini. Mi fanno paura quelli che sono attenti alle cose che indossi e non alle cose che dici e che non capiscono che amare una donna vuol dire amare la sua libertà”.

La confessione

L’ex marito è attualmente detenuto presso la caserma dei Carabinieri di Musile di Piave, dove è stato sottoposto a interrogatorio. Il 44enne avrebbe confessato di aver aggredito la donna con il coltello e, dopo essersi reso conto della gravità del gesto appena commesso, avrebbe immediatamente allertato i sanitari del 118 i quali però, giunti sul luogo dell’omicidio, hanno trovato la donna già morta. Sul posto, assieme ai Carabinieri della Compagnia di San Donà e alle unità mediche, sono intervenuti il Nucleo investigativo dei Carabinieri e il magistrato di turno che, ora, coordina le operazioni.

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