Molotov contro un rifugio di clochard

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:11

Proprio alla vigilia della Giornata mondiale dei poveri la cronaca registra un altro grave fatto di intolleranza nei confronti dei senzatetto avvenuto ad Avellino. Un clochard di origine ucraina è rimasto ustionato ai piedi e alle caviglie dopo che i cartoni e le coperte nelle quali si era avvolto per trascorrere la notte hanno preso fuoco. L'uomo ferito alle gambe nella tarda serata di ieri si trovava all'interno di una struttura comunale dismessa nella villa cittadina dove aveva cercato un riparo. Ignoti hanno lanciato una bottiglia incendiaria contro la casetta in legno e vetro di piazza Kennedy, divenuta ormai rifugio di alcuni clochard.

Una donna (sembra un'altra senza fissa dimora) si è accorta delle fiamme e ha aiutato l'uomo ad uscire dalla casetta con le gambe avvolte dalle fiamme prima che il fuoco lo avvampasse completamente e potesse causare danni ben più gravi. La donna ha dato l'allarme. Sul posto sono giunti agenti della Municipale che con un estintore hanno spento le fiamme poi i sanitari del 118 che hanno soccorso il ferito. Trasportato in ospedale, il senzatetto avrebbe rifiutato il ricovero. Le sue condizioni non sono gravi ma la squadra mobile della questura di Avellino ha avviato le indagini per individuare i responsabili dell'attentato incendiario. I poliziotti hanno ascoltato alcuni passanti che avrebbero raccontato di aver visto due o tre persone lanciare la molotov per poi allontanarsi nei giardinetti circostanti, poco illuminati, dove hanno fatto facilmente perdere le loro tracce. Tuttavia gli investigatori avrebbero in mano elementi utili a rintracciare gli autori di questo vile gesto. Sembra questa l'ipotesi più accreditata, anche se altre fonti non escludono che a innescare le fiamme sia stato un mozzicone di sigaretta.

La struttura nella centralissima piazza Kennedy è da tempo al centro di polemiche. Doveva essere adibita a bar e luogo di ristoro ma è ormai abbandonata al degrado ed è luogo di riparo per senzatetto e sbandati.

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