Migranti sfruttati per droga e prostituzione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:42

Sei cittadini stranieri sono stati arrestati questa mattina all'alba dai carabinieri di Cagliari, Sassari e Alessandria. Si tratta di un algerino, quattro nigeriani ed un tunisino sospettati per associazione a delinquere, sfruttamento e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, detenzione di banconote contraffatte e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti a minorenni.

L'operazione

Le manette sono scattate in virtù dell'esito dell’operazione “Arruga” che il Nucleo Operativo della Compagnia di Carbonia ha condotto da dicembre del 2014 al dicembre del 2018. Quattro anni di indagini che hanno rivelato come il traffico illegale di immigrati fatti sbarcare in Sardegna servisse al gruppo criminale organizzato al fine di avere manodopera a basso costo da utilizzare per le attività di spaccio nel capoluogo dell'isola.

I consigli

Dalle intercettazioni è emerso come uno degli indagati fornisse anche dei consigli a chi si preparava a partire per evitare di essere rimpatriati una volta sbarcati in Italia: “Non dite che siete minorenni, cancellate il vostro numero di cellulare, e poi fuggite”. Ai migranti veniva dato l'ordine di allontanarsi e fuggire dai centri d’accoglienza subito dopo essere arrivati su territorio italiano.

Lo spaccio

Secondo l'inchiesta, i viaggi di fortuna dall’Algeria venivano organizzati da uno degli indagati che poi indirizzava i migranti al clan criminale dedito alla vendita di sostanze stupefacenti. Il business illegale non si limitava a questo: l'operazione “Arruga” ha rivelato come la tratta tra la Nigeria, la Libia e Sassari consentisse poi di far sbarcare ragazze nigeriane destinate ad essere sfruttate nel circuito della prostituzione. Oltre a ciò, sono stati sequestrati duemila cinquecento ottantadue chili di eroina, cinquecento grammi di hashish, cinquanta grammi di marijuana e cinquemila e venti euro di banconote falsificate.

Schiavitù sessuale

Le donne nigeriane venivano sfruttate come schiave del sesso con la collaborazione di una cosiddetta “madama” che aveva l'incarico di segnalare e reclutare in patria le ragazze da destinare sui marciapiedi italiani, anticipando loro i soldi per la traversata del Mediterraneo. 

 

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