Maxi processo Spada: chieste 24 condanne tra cui 3 ergastoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:19

Ventiquattro richieste di condanne tra cui tre ergastoli nei confronti di altrettanti appartenenti al clan degli Spada, gruppo attivo a Ostia, sul litorale romano. E' questa la richiesta della Procura di Roma nel maxiprocesso in corso nell'aula bunker di Rebibbia davanti alla Corte d'Assise. I pm della Dda, Mario Palazzi e Ilaria Calò, hanno chiesto l'ergastolo per Carmine Spada, detto “Romoletto” ritenuto uno dei capi del clan, per Roberto Spada, già condannato per la vicenda della testata ad un giornalista della Rai e per Ottavio Spada, detto Marco. Il procedimento è legato agli arresti avvenuti il 25 gennaio del 2018 in cui la Procura contesta il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Tra i reati contestati, a seconda delle posizione, anche omicidio, estorsione e usura. L'accusa ha chiesto anche una condanna a 16 anni di carcere per Ottavio Spada, detto Maciste, a 11 per Nando De Silvio, detto Focanera e a 8 anni per Roberto Spada, detto Zibba (omonimo dell'altro per cui è stato invece chiesto l'ergastolo) mentre per Rubern Alvez del Puerto, coinvolto nella vicenda dell'aggressione al giornalista, è stata chiesta una condanna a 10 anni. 

Il precedente

Nomi già noti alla Corte d'Appello che lo scorso dicembre ha confermato le condanne emesse in primo grado nei confronti di alcuni componenti della famiglia Spada, in merito al processo legato al racket delle case popolari a Ostia. In quel caso al clan sinti è stata riconosciuta l'aggravante del metodo mafioso. L'inchiesta era partita dall'aggressione a Massimo Cardoni, detto Baficchio, colpito da due colpi di pistola nel 2015 per le strade di Ostia. Secondo gli investigatori, da quell'episodio emerse la contrapposizione tra l'emergente clan Spada e la vecchia compagine dei Baficchio-Galleoni; un'ascesa che si era tradotta in sfratti forzosi dalle case popolari del litorale, minacce e intimidazioni agliinquilini e ai proprietari di locali ad uso commerciale. Al termine delle tre ore dei magistrati in camera di consiglio, le sentenze avevano riguardato sette imputati: 13 anni e 8 mesi di carcere a Massimiliano Spada, 5 anni a Ottavio Spada, 6 anni e 4 mesi Davide Cirillo, 6 anni e 4 mesi a Mirko Miserino, 7 anni e 4 mesi a Maria Dora Spada, 11 anni a Massimo Massimiani e 6 anni e mezzo a Manuel Granato. La Regione Lazio, il Comune di Roma e l'associazione Libera si erano costituite parte civile.

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