Mafia: la Dia sequestra beni ad un amministratore giudiziario

Sottraeva denaro dai conti, ma non era solo. In alcuni casi il profitto è stato raggiunto con il concorso della moglie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:07
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LONDON, ENGLAND - NOVEMBER 26: In this photo illustration Dollar and Euro notes are displayed, on November 26, 2010 in London, England. Concerns over the Euro zone debts have caused shares to retreat today by 1.3 percent, as speculation continues over other countries seeking financial help. According to reports, a 85 billion euro (112.7 billion USD) rescue package from the EU and International Monetary Fund (IMF) will be announced for Ireland on Sunday. (Photo illustration by Dan Kitwood/Getty Images)

La Direzione investigativa antimafia di Trapani ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni emesso dalla Procura di Palermo nei confronti del commercialista palermitano Maurizio Lipani, attualmente agli arresti domiciliari, e della moglie Maria Teresa Leuci.

Le condotte reiterate di peculato dell’amministratore giudiziario

Il provvedimento, già convalidato dal Gip, è emesso per una somma di un milione 270 mila euro. Questo ha riguardato denaro, quote societarie, mobili e immobili per un valore stimato in oltre 600 mila euro. Il profitto è frutto di reiterate condotte di peculato, secondo la Dia, commesse da Lipani nella qualità di custode o di amministratore giudiziario di numerosi compendi societari. Non solo, anche di patrimoni sequestrati e confiscati di competenza degli uffici giudiziari di Palermo, in parte, con il concorso della moglie.

I prelievi di contanti e bonifici

Gli approfondimenti, lo sviluppo di un’indagine del 2019 conclusasi con la confisca di beni per 456.600 euro, hanno disvelato l’esistenza di un consolidato sistema in base al quale il commercialista operava numerosissimi prelievi di contante e bonifici dai conti delle società di cui era amministratore. Alcuni di questi erano giustificati come pagamento di fatture emesse dalla moglie commercialista, anche se mai autorizzate da parte del giudice delegato.

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