Madonnina di Civitavecchia, querelato Ammaniti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:21

Torna alla ribalta il caso della Madonnina di Civitavecchia che lacrimò sangue nel 1995. Il motivo? Una serie tv del regista Niccolò Ammaniti che ha definito il caso un “fake” e la conseguente reazione della famiglia Gregori, all'epoca proprietaria della statuetta, che lo ha querelato per diffamazione. Nella denuncia si fa riferimento ad un'intervista di Ammaniti, “di carattere diffamatorio”, nella quale afferma che la Madonna di Civitavecchia lacrimò “sangue di pollo” e che tutto “era un falso“. I riferimenti al caso nella serie tv “Il miracolo” non sono piaciuti alla famiglia e Fabio Gregori, dopo aver presentato la querela, si riserva anche di costituirsi parte civile “nell'istaurando procedimento penale”.

Gregori, nelle sei pagine di denuncia, ripercorre tutta la vicenda che ebbe risvolti anche giudiziari. “Quanto affermato dall'Ammaniti, forse cercando di riaccendere i riflettori su una vicenda che ebbe un fortissimo eco mediatico e dunque sperando di poter fare più pubblicità alla sua serie tv, ha riaperto una ferita che io e la mia famiglia credevamo chiusa. Ciò sta provocando in me un fortissimo senso di malessere, sto rivivendo l'orrenda sensazione di sentirmi accusato di qualcosa ben sapendo di essere innocente“, si legge nell'atto depositato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia. Gregori ricostruisce la vicenda personale, in cui fu coinvolto anche in un procedimento penale (“che il Gip archiviò”, ricorda Gregori) presso il Tribunale di Civitavecchia. L'accusa era quella di truffa e abuso della credulità popolare. Ci furono poi le richieste di prelievo del sangue, le perquisizioni della casa, la ressa di gente e di operatori dell'informazione. “Tutti gli eventi sopra richiamati – indica Gregori – hanno costretto me e la mia famiglia a subire un lungo calvario anche giudiziario nonché spesso ad essere sottoposti alla gogna mediatica”. Gregori ricorda infine che le indagini svolte all'epoca dei fatti accertarono che il sangue ritrovato sulla piccola statua era “umano”.

La statuetta di gesso raffigurante Maria Regina della Pace, proveniente da Medjugorje, lacrimò per 14 volte dal 2 febbraio 1995 al 15 marzo. La prima ad accorgersene fu la figlia dei Gregori, Jessica, che all'epoca aveva 5 anni. L'ultima lacrimazione avvenne tra le mani del vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, mons. Girolamo Grillo, inizialmente molto scettico sul fenomeno. Venne informato anche il Vaticano e l'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinale Ratzinger. La Chiesa non si è ancora pronunciata sul fenomeno (furono fatti anche esorcismi e analisi che hanno escluso la presenza di marchingegni meccanici) ma dal 17 giugno 1995, dopo il breve periodo di sequestro in seguito all'inchiesta a cui fa riferimento lo stesso Gregori, la statuetta è esposta alla venerazione dei fedeli nella chiesetta di S. Agostino a Civitavecchia.

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