VENERDÌ 10 APRILE 2015, 20:00, IN TERRIS

LIBERO SU CAUZIONE L'IDEATORE DELLE STRAGI DI MUMBAI. L'INDIA SI INFURIA

L'uomo aveva ottenuto la libertà in dicembre, ma non aveva potuto lasciare il carcere per motivi di ordine pubblico

AUTORE OSPITE
LIBERO SU CAUZIONE L'IDEATORE DELLE STRAGI DI MUMBAI. L'INDIA SI INFURIA
LIBERO SU CAUZIONE L'IDEATORE DELLE STRAGI DI MUMBAI. L'INDIA SI INFURIA
Le autorità pachistane hanno liberato su cauzione Zakiur Rehman Lakhvi, ritenuto l’organizzatore delle stragi di Mumbai del 2008. In realtà l'uomo aveva ottenuto la libertà su cauzione a dicembre, ma non era ancora uscito dal carcere per questioni di ordine pubblico. La decisione ha scatenato una serie di proteste e critiche contro la magistratura pachistana.

Anche il premier indiano Narendra Modi aveva espresso la sua contrarietà a questa decisione, soprattutto perché la liberazione dell'uomo arriva a pochi mesi di distanza dall'attentato al confine tra i due Paesi, rivendicati da alcuni gruppi di taliban pachistani.

Il 55enne Lakhvi faceva parte di un gruppo di sette persone sospettate di essere coinvolte nelle stragi di Mumbai. Il 26 novembre del 2008 un commando del gruppo islamico Lashkar-e-Taiba ha lanciato una serie di attacchi simultanei nel centro della città, causando 163 morti e peggiorando ulteriormente i rapporti tra Pakistan e India. Gli attentati, secondo il leader dell’organizzazione, sono stati compiuti con l’aiuto dei servizi segreti pachistani.

"Si tratta di un insulto alle vittime, la comunità internazionale dovrebbe prendere buona nota della doppiezza pachistana quando si tratta di terrorismo", ha dichiarato un funzionario del ministero dell'Interno di Nuova Delhi.

La vicenda ha un notevole peso per i negoziati di pace fra i due Stati, di fatti interrotti all'indomani dei massacri. Il governo indiano accusa il gruppo Lashkar-e-Taiba di essere responsabile della strage, e Islamabad di voler allungare indefinitamente i tempi delle procedure giudiziarie; d'altro canto le autorità pachistane sostengono che Nuova Delhi non ha fornito le prove necessarie per processare i presunti colpevoli.
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