GIOVEDÌ 10 OTTOBRE 2019, 09:20, IN TERRIS

FEMMINICIDIO TERAMO

L’assassino di Mihaela catturato in spiaggia

Cristian Daravoinea, camionista romeno, è stato arrestato sul lungomare di Tortoreto

MILENA CASTIGLI
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Cristian Daravoinea e la vittima, Mihaela Roua
Cristian Daravoinea e la vittima, Mihaela Roua
E

nnesimo caso di femminicidio. Mihaela Roua, 32enni romena e madre di una bimba di 6 anni è stata uccisa a coltellate a Nereto, in provincia di Teramo, presumibilmente dal suo compagno dopo una violenta lite casalinga. Cristian Daravoinea, il camionista romeno di 36 anni, è stato rintracciato dai carabinieri e arrestato sul lungomare sud di Tortoreto, in provincia di Teramo. L'uomo è stato trovato chiuso nella sua automobile parcheggiata di fronte all'hotel Ambassador della cittadina rivierasca, poi trasferito all'ospedale di Giulianova per curare le ferite che si era procurato durante il delitto, infliggendosi una coltellata in un fiaco. Lo scrive Fanpage.it.


La dinamica

A dare l'allarme è stata la datrice di lavoro, titolare di una camiceria di Corropoli insospettita dell'assenza della donna dopo la pausa pranzo, e del fatto che non rispondesse al telefono. I vicini sarebbero stati allertati invece dalle urla che, all'ora di pranzo, provenivano dalla casa di Nereto. I vigili del fuoco hanno sfondato il portone per entrare nell'appartamento al quarto piano nelle palazzine di Viale Europa, all'interno del quale hanno trovato il cadavere. Molto probabilmente l'intenzione della donna era quella di interrompere la loro relazione e lasciarlo, ma lui non ha accettato la decisione e l'ha uccisa in camera da letto: la donna è stata uccisa da più coltellate al corpo e all'addome. Dopo aver realizzato quello che aveva fatto, ha spostato il corpo in cucina e si è ferito al torace, non è chiaro se per fingere di essersi difeso da un'aggressione da parte di Mihaela o per infliggersi una "punizione". In casa è stata rinvenuta anche l'arma del delitto, un coltello da cucina. Sull'omicidio indagano i carabinieri.


I numeri

Il femminicidio è una delle emergenze sociali più gravi del nostro Paese: decine di donne che vengono assassinate dai propri mariti, ex, compagni, colleghi, parenti o amici. I dati Istat sul numero di vittime di omicidio volontario arrivano fino al 2017, quando le donne assassinate sono state 115. È il numero più basso degli ultimi anni: nel 2013 erano state 181, nel 2014 147, nel 2015 143 e nel 2016 137. Negli ultimi cinque anni c’è quindi stato un calo del 36,5 per cento. Il Ministero dell’Interno fornisce dati sugli omicidi in ambito familiare che hanno registrato delle donne come vittime nel suo “Dossier Viminale”, che analizza ogni anno l’arco temporale compreso tra il 1° agosto e il 31 luglio. L’ultima edizione copre il periodo 2018/2019 e allora gli omicidi in ambito familiare sono stati 92 (il 63,4 per cento dei 145 omicidi in ambito familiare totali). Nell’anno precedente (e, quindi, dal 1° agosto 2017 al 31 luglio 2018) le donne vittime di femminicidio sono state, ancora una volta, 92 (il 68,7 per cento dei 134 omicidi in ambito familiare).

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